Tendenze primavera 2026, è la fine del minimalismo: sono di moda fiori 3D, cristalli e jeans preziosi

Con il solstizio di primavera che cade il 21 marzo inizia ufficialmente la bella stagione, momento dell'anno in cui poter sfoggiare finalmente look con capi leggeri, colori accesi e fantasie. Dopo aver dato uno sguardo a quelli che saranno i colori di moda è arrivato il momento di scoprire le tendenze che domineranno nella Primavera/Estate 2026. Il quiet luxury e il minimalismo ispirato agli anni '90, sembrano ormai un lontano ricordo: per l'attuale stagione calda la moda sembra allontanarsi dall'estetica minimal. Via dunque con look massimalisti composti da abiti coperti di cristalli e paillettes o impreziositi con fiori e decori tridimensionali. Sono poi un must i modelli dai tagli scultorei e gli abbinamenti in stile gipsy. Ecco la guida ai trend più particolari di stagione, con i look dalle passerelle primaverili da cui prendere ispirazione.
Sparkling con paillettes e cristalli
Addio ai look essenziali, la primavera 2026 decreta il ritorno del glam style fatto di look "metallici" impreziositi da luccicanti decori. E' dunque il momento di brillare con abiti coperti di paillettes in oro e argento unite insieme, che vengono smorzate con l'abbinamento di accessori inconsueti, come una borsa essenziale in blu elettrico o un paio di scarpe in cuoio lontane dall'ispirazione glam. E' Dario Vitale, ex designer di Versace a creare per la primavera 2026 look simili che danno vita al nuovo trend.

Da Missoni c'è un uso particolare delle paillettes, le quali vengono cucite su top e cardigan in maglia colorata per accendere e illuminare i colori delle trame tipiche della Maison.

Giuseppe Di Morabito gioca con la luce proponendo una collezione in cui sono protagonisti i cristalli, applicati su ogni capo. Il look must have che si inserisce nella tendenza sparkling è quello con tailleur pantaloni e blazer doppiopetto dalla tonalità calda di beige che sembra trasformarsi in oro con l'aggiunta di cristalli Swarovski. Anche qui si gioca con contrasti cromatici inconsueti, abbinando all'oro dell'abito accessori argento, come guanti, clutch e cuffia in testa.

Glenn Martens disegna per Margiela una collezione primaverile in cui il barocco convive con il minimalismo e dove trovano spazio dettagli punk e riferimenti alle icone del brand, come il mouthpiece che disegna sul volto le cuciture tipiche della Maison. Sulla passerella sfilano top che sembrano un collage fatto di pietre, perle e applicazioni metalliche, abbinati a gonne asimmetriche con paillettes argentate.

Denim prezioso con stampe e ricami
L'onda massimalista coinvolge anche i capi d'abbigliamento più comuni come i jeans. Capo evergreen e sempre di moda, il pantalone in denim è un must have in ogni stagione perché è versatile, pratico e adatto a ogni occasione. Simbolo di uno stile basic ed essenziale, ora viene utilizzato dagli stilisti come una tavolozza su cui sperimentare, aggiungendo dettagli preziosi come cristalli, pizzo o stampe e decori baroque.

Nei look della Primavera/Estate 2026 disegnati da Marco De Vincenzo per Etro appaiono pantaloni dal taglio baggy, realizzati in un particolare denim su cui spuntano print tono su tono che replicano le forme di un motivo ispirato al paisley simbolo del brand. Casablanca utilizza micro paillettes cucite sul denim per disegnare un pattern geometrico sui pantaloni a vita bassissima e con gamba ampia.

Tra i jeans preziosi di stagione non ci sono solo i modelli in denim: Loewe per la primavera 2026 re-interpreta le linee del tipico jeans cinque tasche utilizzando la pelle. Il capo viene impreziosito da una lavorazione molto particolare, in cui il tessuto appare sfrangiato e crea un effetto furry sui pantaloni. Zimmermann gioca, infine, con cut laterali e patch per decorare i jeans e seguire il trend massimalista di stagione.


I fiori 3D sbocciano sugli abiti
Il floreale per la primavera torna ad essere avanguardia pura grazie al nuovo utilizzo che gli stilisti fanno dei tipici decori a fiori. Addio dunque alle classiche stampe romantiche o ai ricami che riprendono le linee di boccioli di rosa e margherite, ora è il momento di una vera e propria esplosione di colore negli abiti di stagione su cui i fiori sembrano sbocciare e fuoriuscire dal tessuto. I decori diventano tridimensionali e creano volume su cardigan in cotone e abiti da sera, su top, mini gonne e pantaloni palazzo.

Seán McGirr, Direttore Creativo di McQueen, gioca con contrasti di colore forte, utilizzando decori knitting in lime, viola e bordeaux per ricoprire cardigan e crop top protagonisti della nuova collezione primaverile. Pierpaolo Piccioli porta, invece, sulla passerella P/E 26 di Balenciaga abiti che sembrano vere e proprie sculture: reinterpretando la tipica silhouette inventata da Cristóbal Balenciaga, disegna tulip dress color burro interamente coperti con inserti floreali tridimensionali.

Nell'ormai viralissima collezione primaverile di Chanel, disegnata da Matthieu Blazy, il filo conduttore sono i fiori e le camelie, che lo stilista disegna in una nuova forma appuntita e che spuntano ovunque, come decoro su abiti da sera, tailleur e blazer. I fiori di Blazy nascono dall'ossessione del designer per i volumi eccessivi, per le lavorazioni tridimensionali che saltano fuori dai tessuti creando disegni inaspettati e scultorei.

Anche Jonathan Anderson, nella collezione P/E 2026 di Dior, re-interpreta il decori primaverili per eccellenza portano all'estremo la tendenza e facendo sfilare volumetrici capi, con drappeggi tridimensionali che vengono modellati in modo da portare alla mente l'immagine di un fiore che sboccia. Così facendo crea una nuova estetica massimalista attorno al decoro floral.

Gipsy style, layering e folk
Tra i look dei nuovi trend massimalisti di stagione ci sono quelli ispirati al mondo folk e gipsy, caratterizzati da stratificazioni di decori e fantasie opposte, dal layering di tessuti differenti, dalla giustapposizione tra rouche e volant, accostati a inserti in rete o a capi in suede e con le frange. Nei gipsy look di tendenza hanno grande importanza gli accessori, tra cui monili da portare al collo, foulard da legare in testa e maxi borse in pelle scamosciata. Le fantasie sono vistose e colorate, mentre le linee sono ampie e morbide.

Etro per la primavera segue il trend proponendo una serie di look a metà strada tra il gipsy e il folk, facendo sfilare in passerella lunghi abiti dal taglio asimmetrico. Lo slip dress viene rivisto in chiave massimalista: l'abito simbolo del minimal style è arricchito con una serie di macro dettagli, dalle ruche alle paillettes, dalle stampe ai colori abbinati a contrasto.

Pierre-Louis Mascia propone look in layering, mescolando gli stili e disegnando un guardaroba che volge lo sguardo allo sportswear, reinventato con fantasie floreali e tessuti preziosi come la seta. Il risultato finale sono look di forte impatto visivo che legano tagli essenziali con stampe macro e sontuose, che non passano inosservate.

Il folk appare sulla passerella primaverile di Antonio Marras, nelle sovrapposizioni tra abiti in pizzo nero e capi con fantasie e inserti colorati che citano il mondo della passamaneria e alla tappezzeria con disegni jacquard. Il gipsy mood di Hermes strizza, infine, l'occhio all'etno-chic, grazie agli outfit con top bustier indossati su giacche kimono dalle fantasie molto particolari.

Tagli netti e abiti geometrici
Nella nouvelle vague massimalista della primavera 2026 spuntano anche ispirazioni più essenziali, che rimandano al minimalismo anni '90 e riportano alla mente i primi anni di Calvin Klein o alla moda di Helmut Lang. Parliamo dei look con abiti monocolore e senza fantasia, magari in bianco o toal black, in cui l'unico decoro è il taglio del tessuto. E' proprio in questi tagli inconsueti che però possiamo rintracciare un legame con il desiderio dei designer di tornare a un'estetica contemporanea di forte impatto visivo.

Da questo desiderio nascono abiti con tagli e inserti spigolosi che spuntano su corpetti e gonne, come nei look di Tod's, sulla cui passerella primaverile sfilano capi dagli orli estremi che fuoriescono dal corpo. Lo stesso avviene negli outfit per la P/E 26 di Carven, che propone gonne geometriche dalle forme originali.

Loewe utilizza i tagli minimal spigolosi ma li sceglie per creare effetti ottici su abiti longutte asimmetrici i quali, con il movimento, rivelano l'anima colorata nascosta tra le pieghe delle lavorazioni a strati. Da Jil Sander la tendenza viene portata all'estremo con gli abiti "origami", vere e proprie opere d'arte da indossare, sui cui i tagli geometrici e le plissettature del tessuto creano giochi di forme inaspettate, trasformando il minimal style con volumi massimalisti.

