Silvana Armani a Parigi debutta alla guida del Privé: è la prima collezione creata senza lo zio

A Parigi è tempo di Alta Moda. Le sfilate della Haute Couture Primavera/Estate 2026 sono assolute protagoniste in città e hanno richiamato ospiti illustri da ogni parte del mondo. Il 26 gennaio ha sfilato Schiaparelli: in prima fila anche Chiara Ferragni. Nella seconda giornata, invece, è stata la volta di Chanel, con la prima collezione firmata da Matthieu Blazy: qui nel front row c'erano Nicole Kidman, Dua Lipa, Penélope Cruz, Tilda Swinton.
In serata c'è stato uno show attesissimo: quello che ha segnato il debutto ufficiale di Silvana Armani, per la prima volta senza lo zio Giorgio alla direzione di Armani Privé. Tanti gli ospiti: Diane Kruger, Michelle Pfeiffer, Valeria Bruni Tedeschi, Kate Hudson.

Armani Privé à la linea di Alta Moda nata nel 2004 e presentata per la prima volta nel 2005 a Parigi, città per eccellenza della Haute Couture. Attualmente a Milano è in corso un'esposizione dedicata proprio ai 20 anni di Armani Privé, che resterà aperta fino al 3 maggio 2026 e che ripercorre proprio le sperimentazioni e le visioni di Giorgio Armani, il suo stile, la sua idea di eleganza e femminilità. La mostra si articola su tutti e quattro i piani dell'Armani/Silos di Via Bergognone 40: in mostra un centinaio di creazioni dello stilista.

La morte di Giorgio Armani ha ovviamente aperto un nuovo corso all'interno della Maison. Da perfezionista, Giorgio Armani aveva definito tutto con cura nel suo testamento, affidando alle persone più care e fidate compiti e ruoli all'interno dell'azienda, così da garantirne la continuità ideale. Leo Dell'Orco, suo storico compagno, è oggi responsabile delle collezioni uomo di Giorgio Armani ed Emporio, nonché Presidente della Fondazione. Silvana Armani, invece, è attualmente a capo del womenswear di Giorgio Armani, di Emporio e della Haute Couture.

La sfilata a Parigi del 27 gennaio è stata quella decisiva, che l'ha vista prendere le redini di Armani Privé da sola: quella portata in passerella era la prima collezione creata senza lo zio, con cui ha lavorato fianco a fianco per 45 anni. In tutto 60 look, con gran finale affidato a un abito da sposa, unico look della collezione disegnato proprio da Giorgio Armani. La stilista si è fatta ispirare dalla giada, materia antichissima collegata a significati importanti: la perfezione, il potere, la spiritualità, l'anima. La linea si chiama infatti Jade.

C'è stato dunque il passaggio del testimone. La nipote dello stilista ha ereditato un pezzo di storia della moda e ha il compito di consegnarlo ai posteri, ma al tempo stesso di farlo proprio, di imprimere un proprio segno al marchio senza stravolgerne l'essenza. "All’inizio ero nel panico, perché di signor Armani ce n’è uno solo. Finché mi sono detta: conosci il suo metodo e il suo pensiero. Vai e fai il tuo" ha detto intervistata da Repubblica, ammettendo dunque di avere profondo rispetto per il lavoro del suo mentore. Infatti: "Rendo la sua visione a modo mio: basta con i cappellini, per esempio. Lui li adorava, io no".