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Festival di Sanremo 2026

Pubblicità occulta a Sanremo, nuove regole: no brand in vista, in caso di multa paga l’artista non la Rai

Quest’anno la Rai non si assumerà alcuna responsabilità qualora un cantante facesse pubblicità esplicita o occulta a un brand attraverso vestiti o gioielli.
A cura di Giusy Dente
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Chiara Ferragni, Amadeus, Gianni Morandi a Sanremo 2023
Chiara Ferragni, Amadeus, Gianni Morandi a Sanremo 2023
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Nelle precedenti edizioni del Festival di Sanremo si sono verificati molti episodi in cui la Rai si è trovata al centro di polemiche legate alla pubblicità occulta. Ecco perché quest'anno l'azienda ha deciso di prendere la situazione di petto e stilare un nuovo regolamento, per chiarire i confini di ciò che è concesso e non è concesso fare sul palco dell'Ariston. Proprio per evitare sanzioni e critiche, stavolta non sarà più la Rai a rispondere delle iniziative prese autonomamente dai cantanti in gara e in caso di sanzioni non sarà più l'azienda a pagare, sul piano giuridico ed eventualmente economico. Saranno le etichette discografiche a fare da garanti, salvo dimostrare che il tutto è avvenuto anche a loro insaputa: in quel caso la responsabilità passerà direttamente all'artista, che dovrà pagare di tasca propria la multa. Ecco quindi che ogni passo falso rischia di avere ricadute pesanti, in termini di immagine e in termini strettamente economici, per i protagonisti della kermesse canora.

Senza la protezione del servizio pubblico e con la parziale copertura da parte della propria etichetta discografica, ogni artista deve assumersi piena responsabilità di ciò che indossa in scena, di ciò che dice fuori copione, di ciò che fa sul palco, che sia un gesto in contrasto con la linea editoriale della Rai, un messaggio politico o un messaggio in codice che l'azienda non vuole supportare. Queste decisioni dovrebbero evitare le situazioni che si sono viste negli anni scorsi. Emblematici, per esempio, sono stati i casi relativi a Tony Effe e John Travolta, quando a creare problemi è stata proprio l'esibizione di marchi.

John Travolta a Sanremo 2024 con le scarpe U–Power
John Travolta a Sanremo 2024 con le scarpe U–Power

Nel primo caso, il rapper a Sanremo 2025 è stato grande protagonista coi suoi gioielli. Ha sfoggiato serata dopo serata le creazioni di un brand molto famoso, i cui pezzi sono inconfondibili. Questo è stato un problema sin dall'inizio, per una questiona appunto di riconoscibilità del marchio. Da regolamento, infatti, agli artisti era chiesto di non associare la propria immagine a marchi e loghi. Dal canto suo il cantante ha proseguito dritto per la sua strada nonostante i divieti, sfidando il regolamento.

Tony Effe a Sanremo 2025 con gioielli Tiffany&Co.
Tony Effe a Sanremo 2025 con gioielli Tiffany&Co.

Nel secondo caso, l'attore nel 2024 è salito sul palco dell'Ariston con un paio di scarpe che avevano il logo in bella vista. Erano, tra l'altro, le calzature di un brand di cui era testimonial, l'azienda U-Power. La tv di Stato ha negato la presenza di preventivi accordi commerciali, ma la vicenda si è chiusa a luglio quando Agcom ha sanzionato Rai. C'è stata una multa da 206 mila euro per pubblicità occulta appunto per "la violazione delle disposizioni relative alla corretta segnalazione dei messaggi pubblicitari". Agcom nel definire la cifra aveva tenuto conto "della reiterazione della condotta da parte della RAI, già sanzionata per episodi di pubblicità occulta".

Chiara Ferragni a Sanremo 2023
Chiara Ferragni a Sanremo 2023

Il riferimento era al caso Chiara Ferragni del 2023. Il suo salire in scena con lo smartphone in mano è stato identificato come sponsorizzazione del suo account Instagram. Infatti anche in quel caso c'è stata la denuncia del Codacons e poi Agcom ha inflitto alla Rai una sanzione di 124 mila euro per aver messo in atto "una vera e propria comunicazione commerciale audiovisiva occulta a favore del predetto social network". Diverso il caso di Ghali col suo "Stop al genocidio" urlato nel 2024, diventato problematico ovviamente non per l'accostamento a un brand ma per la valenza in un momento sociale delicato, in piena guerra fra Israele e Gaza. Infatti quest'anno la stretta dell'azienda vale anche per i temutissimi messaggi politici.

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