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Perché spopolano le Vision board: la lista di buoni propositi diventa social, ma funziona?

Una Vision board è una rappresentazione visiva dei buoni propositi per il nuovo anno: esteticamente curata e perfetta per andare sui social. Ma è anche utile?
A cura di Giusy Dente
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Sono ovunque, su Instagram e TikTok: ragazzi e ragazze armati di colla, penne colorate e cartoncini che realizzano le loro Vision board per il 2026. L'inizio dell'anno nuovo, si sa, è un misto di entusiasmo e malinconia: si è proiettati verso il nuovo, ma al tempo stesso si guarda indietro, a ciò che si sta lasciando alle spalle, a ciò che è ormai andato per sempre. In questo piccolo caos emotivo, c'è spazio per tanta propositività, che nasce proprio dal desiderio di andare avanti, di superare gli errori commessi, di fare cose nuove e lasciare andare il vecchio.

Ecco perché siamo ossessionati dalle liste dei buoni propositi: è il modo che abbiamo per illuderci che andrà tutto bene, che rispetteremo le scadenze, che ci iscriveremo davvero in palestra, che non rincorreremo l'ennesimo malessere. La verità è che il cervello ci inganna, ci porta a immaginare una versione migliore di noi stessi, una vita migliore da concretizzare, immaginiamo cambiamenti, trasformazioni, rivoluzioni: ma il più delle volte si risolve tutto con un nulla di fatto.

E non è da vedersi come una sconfitta: stravolgere la propria vita richiede molto di più che un elenco numerato. L'errore è affidarsi solo a quello, senza compiere un più ampio progetto di lavoro su di sé. Certo, se però questo elenco viene scritto su un foglio colorato con una penna glitterata e tanti stikers intorno, almeno il fallimento si fa gradevole da guardare. È la logica alla base delle Vision board che spopolano sui social a inizio anno.

Sono piccole opere d'arte, che si possono personalizzare a proprio piacimento. Sulla bacheca ogni persona scrive i propri buoni propositi per l'anno nuovo, scrive i desideri e i progetti che ha intenzione di coltivare nell'arco dei successivi 12 mesi. Insomma, è una rappresentazione visiva di ciò che ci si aspetta dall'anno nuovo e da se stessi. Dalla promozione sul posto di lavoro al ritorno in palestra, dall'acquistare finalmente il biglietto aereo per quel viaggio dei sogni al comprare casa: le Vision board accolgono di tutto. Si spazia dall'ambito professionale a quello sentimentale, vale tutto: purché posizionato in modo esteticamente gradevole! Il messaggio di base è chiaro: se riesci a visualizzarlo allora puoi farlo.

Da un punto di vista psicologico, ha un senso: la visualizzazione può aiutare a chiarire gli obiettivi, a focalizzarsi sul loro raggiungimento, ad avere le idee chiare, fa sentire più motivati e fa sembrare le ambizioni più raggiungibili. Il cervello percepisce tutto come tangibile, come possibile, come veritiero e questo può essere d'aiuto. Infatti, si consiglia sempre di tenere le Vision board bene in vista, per poter rimanere concentrati. A Fanpage.it lo psicologo ha chiarito al riguardo: "Per i buoni propositi è bene scrivere le cose con carta e penna e averle sempre davanti, perché le note del telefono poi non le guardo più, finiscono nel dimenticatoio. Bisogna metterle in un posto che so che vedrò tutti i giorni, come il frigorifero".

Dal punto di vista più strettamente social è comunque uno sfoggio di creatività, un bisogno di approvazione e condivisione come tutto ciò che pubblichiamo online. Il nostro profilo è la nostra vetrina personale: bisogna risultare vincenti agli occhi altrui, si ambisce al Like, si cerca il commento positivo.

Che sia una Vision board o un foglietto scarabocchiato e messo in un cassetto, ciò che conta è l'approccio, che deve essere costruttivo. Non basta impegnarsi a ritagliare un cartoncino: l'impegno è quello costante nel resto dell'anno. Ben venga la visualizzazione, ma accompagnata anche dalla fattibilità degli obiettivi che ci si è posti. Bisogna essere realisti e concreti, muoversi un passo alla volta senza cercare il "tutto e subito", non farsi prendere dallo scoraggiamento alla prima caduta e non stressarsi più del dovuto, perché non è una gara. Siamo esseri umani, non eroi: si vince e si perde, si cade e ci si rialza.

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