Perché il segreto del curling sta nelle scarpe: a cosa servono le due calzature diverse

Il curling sta facendo impazzire gli italiani. Le Olimpiadi di Milano Cortina 2026 hanno portato alla ribalta questo sport, che ha dato alla nostra squadra grandi soddisfazioni. Abbiamo portato a casa una medaglia di bronzo grazie all'impresa di Stefania Constantini e Amos Mosaner, che hanno battuto 5-3 la Gran Bretagna (prima nel girone) nella partita decisiva per il terzo posto. Questa disciplina ha attirato l'attenzione per la grande preparazione dei nostri atleti, che ci hanno regalato la grande emozione di un podio, ma anche per la sua particolarità. È uno sport che richiede estrema precisione, concentrazione, equilibrio fisico, padronanza dei movimenti: per questo in campo si scende con delle apposite calzature, che servono a rendere i movimenti funzionali allo scopo, ma in sicurezza, vista la superficie scivolosa.
Come sono fatte le scarpe da curling
Il gioco consiste nel lanciare pesanti pietre di granito circolari, maneggiandole attraverso un apposito manicotto, in direzione di un bersaglio: i punti dipendono proprio dalla vicinanza con cui ogni giocatore raggiunge il bersaglio. Oltre a chi lancia effettivamente la pietra, in campo ci sono anche giocatori che muniti di apposite scope cercano di "regolare" la traiettoria della pietra. Sfregare il ghiaccio serve a farla scivolare al meglio, con la giusta velocità e nella giusta direzione, senza deviazioni di percorso e quindi senza allontanarsi dal bersaglio, così da fare più punti possibile. Fondamentale è che ci sia anche la giusta manutenzione del fondo gara: se ne prende cura "l'uomo del ghiaccio".

Per agevolare il gioco, gli atleti che lanciano la pietra indossano delle scarpe specifiche, progettate proprio per rendere funzionali i movimenti sul ghiaccio. Sono innanzitutto delle calzature non identiche, come d'abitudine, bensì asimmetriche: questo perché hanno due funzioni diverse. Una (quella anteriore) è fatta in materiale scivoloso come teflon o acciaio inossidabile, perché come suggerisce il nome (la slider) deve far scorrere il piede durante il lancio.

La seconda è la glipper, quindi ha una suola gommata che, a differenza della prima, garantisce stabilità e aderenza. Ha anche una speciale punta rinforzata: serve a dare la spinta iniziale, a non cadere e farsi male perdendo del tutto l'equilibrio sul ghiaccio. Alla suola si applica poi un particolare accessorio: si chiama anti-slider ed è una fettuccia in gomma rimovibile che serve a muoversi in sicurezza anche quando non si è attivamente impegnati in lanci. Il discorso è diverso per chi maneggia le scope, che indossa solitamente due slider così da essere più veloce.