Il significato nascosto dei capelli a strisce di Alysa Liu, la pattinatrice che ha vinto l’oro nel pattinaggio

Alysa Liu ha conquistato il mondo intero, e non solo per la sua precisione tecnica e le sue performance spettacolari che l’hanno portata a vincere l’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. C’è anche un altro dettaglio, ormai diventato parte integrante della sua immagine pubblica: i capelli a strisce alternate, castano e biondo platino, un effetto ad anelli che rompe con l’estetica tradizionale del pattinaggio artistico femminile, da sempre rigorosa e classica. Non si tratta però di una scelta eccentrica, quanto di un gesto che lei stessa ha caricato di significato. Liu ha raccontato infatti di ispirarsi ai cerchi degli alberi, quelle linee concentriche che segnano il tempo e la crescita. Ogni anno aggiunge una nuova fascia di colore, come a imprimere sul proprio corpo il passare delle stagioni. Un modo semplice ma potente per trasformare l’evoluzione personale in immagine visibile, per ricordare che ogni anno lascia un segno e che nulla, nemmeno nello sport ad altissimo livello, è immutabile. I suoi capelli diventano così una sorta di diario silenzioso, una cronologia ben leggibile.

Un estetica che rompe gli schemi
Il pattinaggio artistico è uno sport che ha costruito nel tempo un immaginario molto definito, soprattuto per quanto riguarda l’estetica e lo stile delle pattinatrici: chignon ordinati, code basse e ben strette, linee pulite che non distraggono dalla coreografia. L’armonia visiva è parte dello spettacolo, così come la grazia e la compostezza. In questo contesto, la scelta di Liu non solo di tenere i capelli sciolti, ma ti tingerli a cerchi, appare quasi controcorrente. Le sue ciocche a contrasto non cercano di mimetizzarsi, ma dichiarano una presenza, un’identità. Creano movimento anche quando lei è ferma al centro del ghiaccio in attesa della musica e questa "rottura" non sembra mai aggressiva, quanto naturale. Dopo aver partecipato alle Olimpiadi di Pechino ed essersi ritirata precocemente nel 2016, Alysa Liu è tornata alle competizioni e la sua vittoria di ieri sera è stata letta come una riconquista della libertà, un modo per affermare la propria identità e dire "Ho vinto a modo mio". E in questo senso, anche l’estetica sembra seguire la stessa traiettoria, quindi meno adesione a un modello imposto, più spazio a ciò che la rappresenta davvero.

Liu ha costruito un segno distintivo coerente con la sua storia e la volontà di crescere senza cancellare le tracce del passato, di aggiungere strati nuovi invece di nasconderli. Come gli anelli di un albero, ogni fascia racconta un anno, con le sue fatiche e i suoi traguardi. E anche l’oro olimpico, in questo senso, non è un punto d’arrivo definitivo ma parte integrante di un nuovo cerchio, il più recente e luminoso.