Che ne sarà dell’eredità di Karl Lagerfeld: contestato ancora il testamento da 200 milioni

Non c'è pace per la fortuna di Karl Lagerfeld: a distanza di sette anni dalla morte, il suo testamento è ancora al centro delle controversie legali. Lo stilista di origine tedesca è morto a 85 anni nel 2019 lasciando un patrimonio di 200 milioni di euro. Le sue ultime volontà hanno immediatamente fatto discutere. Aveva infatti lasciato gran parte dell'eredità al suo entourage e al suo amatissimo gatto birmano, escludendo i parenti ancora in vita. Se il testamento originale redatto nel 2016 venisse annullato secondo la legge francese sulle successioni (Lagerfeld visse e morì in Francia), il consistente patrimonio verrebbe ridistribuito tra i quattro nipoti.
Le novità sul testamento di Karl Lagerfeld
La battaglia legale si è nuovamente accesa e il testamento è stato ancora messo in discussione, aprendo la porta a potenziali eredi familiari in un primo momento esclusi. Infatti un individuo anonimo ha presentato un ricorso per impugnare il testamento. Le volontà di Lagerfeld erano chiare ed erano quelle di un uomo che aveva tagliato i ponti con gran parte della famiglia. Aveva però costruito attorno a sé un nucleo che considerava una famiglia a tutti gli effetti.
Includeva vari membri del suo entourage: il fidato assistente Sébastien Jondeau, il figlioccio Hudson Kroenig (appena undicenne al momento della morte del designer), i modelli Brad Kroenig e Baptiste Giabiconi, più la sua adorata gatta Choupette. Prima di morire aveva donato una casa con giardino e un'ingente somma di denaro alla sua ex governante, Françoise Caçote, con la promessa di prendersi cura di Choupette.

A far riesplodere il caso ci ha pensato, secondo quanto riporta The Times, il curatore testamentario. Christian Boisson ha informato pochi giorni fa i parenti di sangue ancora in vita del designer di una nuova contestazione legale aperta da un querelante sconosciuto. Se il testamento venisse annullato la ricchezza dello stilista verrebbe ridistribuita tra i suoi parenti più prossimi. Lagerfeld non aveva figli e le sue due sorelle maggiori, Christiane e Thea, sono morte prima di lui. Sono però in vita i nipoti: i figli di Christiane (Paul, Roger e Caroline) e la figlia di Thea (Thoma).
I quattro potrebbero vedere i loro conti in banca lievitare, se ereditassero una quota del patrimonio dello zio. Roger Johnson, però, ha già dichiarato al New York Post che non accetterebbe: "I soldi non significano niente per me. Sono solo un ragazzo normale". Nulla dovrebbe cambiare per Choupette. Per la gatta Lagerfeld aveva preso accordi molto precisi quando era ancora in vita, per essere sicuro che anche in sua assenza l'animale domestico potesse continuare il suo stile di vita lussuoso. Basti pensare che possiede una miniborsa Louis Vuitton tutta per sé, più una guardia del corpo, uno chef personale e due cameriere che si occupano di lui. Le uniche persone interessate da eventuali cambiamenti potrebbe dunque essere i benefattori nominati nel testamento contestato, che dovrebbero spartirsi il malloppo con i nipoti di Lagerfeld originariamente del tutto esclusi.