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Tendenze moda A/I 2025-2026

Blazy da Chanel vuol dire file infinite, sciure deluse dalle borse distrutte e Margot Robbie clonata

E’ bastata una sola collezione a Matthieu Blazy per ridefinire il mondo Chanel dimostrando che una nuova eleganza è possibile. Tra borse distrutte sold out, file dinanzi alle boutique e video virali con Margot Robbie clonata, ecco perché la Maison francese non piace più alle clienti storiche ma conquista nuove fasce di pubblico.
A cura di Marco Casola
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Una borsa della collezione Primavera/Estate 2026 di Chanel
Una borsa della collezione Primavera/Estate 2026 di Chanel
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Perché ultimamente non si fa altro che parlare di Chanel? Da giorni su TikTok e Instagram spopolano i video di persone che cercano di acquistare pezzi della collezione Primavera/Estate 2026, la prima disegnata da Matthieu Blazy per il brand. Sembra essere nata una nuova mania attorno alla Maison francese, che da tempo non catalizzava un'attenzione simile, soprattutto da parte di una clientela molto diverso dalle "sciure" amanti di tailleur in tweed e borsette matelassé. E' bastata una collezione firmata da un nuovo stilista a invertire la rotta, rendendo Chanel virale sui socialappetibile per una clientela giovane e attenta alle tendenze?

La 2.55 distrutta da Matthieu Blazy nella nuova collezione Chanel
La 2.55 distrutta da Matthieu Blazy nella nuova collezione Chanel

Più che altro è bastato scegliere il Direttore Creativo giusto, capace di coniugare l'heritage del brand con i desideri dell'audience contemporanea. Blazy ha saputo, già dal debutto, ripensare l'estetica Chanel rubando le icone e distruggendole. Basti pensare alla 2.55 in versione accartocciata, alle borse bianche profilate in nero simili al packaging Chanel e alle varianti in seta trasparente della linea couture. Che dire poi delle camelie? Le trasforma con piume appuntite dal vago sapore punk, mentre i celebri décolleté bicolor ora hanno grosse punte quadrate o sono decorati con sottili pennellate di nero sull'orlo a mandorla.

Scarpe bicolor dalla collezione Primavera/Estate 2026 di Chanel
Scarpe bicolor dalla collezione Primavera/Estate 2026 di Chanel

Rivoluzione Blazy da Chanel e le icone distrutte

La rivoluzione di Blazy non coinvolge solo gli accessori, vero core aziendale con cui il brand fattura cifre enormi, vendendo soprattutto borse, profumi e ballerine. Il designer ripensa lo stile Chanel anche e soprattutto attraverso gli abiti: modifica le proporzioni dei tailleur allargando la silhouette delle giacche e abbassando la vita delle gonne longuette; amplia i volumi degli abiti da sera su cui spuntano fiori tridimensionali o grosse applicazioni colorate. Ricordate il look finale della sfilata P/E 2026? Quello che aveva indossato la modella Awar Odhiang, apparsa sorridente in passerella, sulle note di una versione strumentale di Rhythm is a Dancer, celebre brano dance anni '90.

La modella Awar Odhiang sulla passerella Primavera/Estate 2026 di Chanel
La modella Awar Odhiang sulla passerella Primavera/Estate 2026 di Chanel

Il video di quell'uscita sul catwalk era "andato virale" per diversi motivi: il brano iconico simbolo di un'intera generazione; la modella sorridente che scende dal piedistallo mostrando un'attitude più naturale; i colori dell'outfit e lo styling inaspettato per la sera. Dopo tanto tempo, si torna a parlare degli abiti di Chanel e non solo degli accessori. Dopo gli anni deboli e standardizzati della direzione di Virginie Viard – che aveva sostituito Karl Lagerfeld – il tweed sembra prendere nuova vita grazie a Blazy che lo straccia, lo stampa sulla seta o ricrea le texture intrecciate su cardigan e blazer traforati.

La modella Awar Odhiang sulla passerella Primavera/Estate 2026 di Chanel
La modella Awar Odhiang sulla passerella Primavera/Estate 2026 di Chanel

Lunghe file nelle boutique Chanel, verità o finzione?

Queste novità sono bastate per creare lunghe file dinanzi alle boutique di Chanel nei giorni in cui sono stati lanciati abiti e accessori della collezione di Blazy? Va detto che, come spesso accade, i social riescono ad amplificare a dismisura e ingrandire fenomeni che a ben vedere non hanno nulla di strano o particolarmente rilevante. Chi vive a Milano e si trova a transitare in Via Sant'Andrea, dinanzi a una delle boutique Chanel nel quadrilatero della moda, sa che quelle file sono praticamente sempre presenti.

Scarpe bicolor dalla collezione Primavera/Estate 2026 di Chanel
Scarpe bicolor dalla collezione Primavera/Estate 2026 di Chanel

Non è la fila il sintomo che palesa la crescita di interesse o almeno non è solo quella. Le boutique del lusso tendono spesso a far creare lunghe code impedendo l'accesso a troppi clienti nello stesso momento. E' successo anche alla povera Jennifer Lopez in Turchia. Tale prassi è utilizzata per proteggere la merce, ma anche per poter seguire nel modo giusto ogni cliente, assegnando a ognuno un addetto alle vendite. Questo comporta l'attesa e genera file più o meno lunghe. Tralasciando le code, il lancio in boutique della collection Blazy è stato accompagnato da una vera e propria campagna virale nata in maniera quasi autonoma. Molti fan di Chanel hanno iniziato a riprendere le proprie visite in boutique e i successivi unboxing dei pezzi acquistati. Probabilmente il trend è stato spinto e incentivato: senza dubbio il marchio avrà invitato celebrities, Vic client e influencer a scoprire la nuova collezione in boutique, sperando in una copertura social del lancio. Tra questi anche Chiara Ferragni, che ha mostrato nelle stories Instagram la sua borsa jumbo in pelle.

Critiche alle nuove borse: "Non sono timeless"

Dopo il grande interesse nato attorno alla collection sono iniziate ad arrivare le critiche o i commenti di chi, guardando i nuovi pezzi creati da Matthieu Blazy (soprattutto le borse), ha gridato allo scandalo lamentando il fatto che le innovazioni apportate in casa Chanel sono il sintomo di un'azienda che punta a vendere accessori di tendenza, troppo complicati, non degli evergreen. Basta fare un giro sul web e, tra articoli dedicati e video social, è possibile leggere le dichiarazioni delle clienti storiche che rivelano l'assenza di borse timeless e look intramontabili. In realtà, a parer nostro, questo non è del tutto vero. Se guardiamo con attenzione la proposta di Blazy ci si accorge che è piena di pezzi che potranno entrare a far parte della lista di icone Chanel. La difficoltà di una parte della clientela sta nel saper accettare l'ingresso di queste nuove icone nel dorato mondo Chanel, sempre uguale a se stesso (finora!).

La nuova silhouette Chanel
La nuova silhouette Chanel

Gondry, Kylie Minogue e le repliche di Margot Robbie nella campagna Chanel

Nel momento di maggior hype per Chanel si inserisce anche il lancio della nuova campagna dedicata alle borse primaverili, di cui è protagonista Margot Robbie e in cui spunta anche il cameo Kylie Minogue. La popstar australiana nel video (anche questo divenuto virale in breve tempo) canta Come into My World, brano simbolo dei 2000, scelto come colonna sonora del commercial. Non tutti forse sanno che lo spot è stato girato da Michel Gondry, regista del film cult Eternal Sunshine of the Spotless Mind (orribilmente tradotto in italiano con Se mi lasci ti cancello), il quale ha pensato per Chanel a un'auto-citazione, riproponendo le atmosfere del video di Come into My World, di cui è stato regista nel 2002. Nel video musicale lo spettatore poteva osservare lo sviluppo di una sorta di labirinto escheriano ripreso con un lungo piano sequenza, in cui Minogue si sdoppiava ripetendo all'infinito lo stesso percorso e le stesse azioni. Un concept simile caratterizza il video di Chanel, dove appaiono tante Margot Robbie identiche: a cambiare sono solo le borse che indossa. A parte la viralità dello spot, il nuovo commercial è una dichiarazione d'intenti di quello che Blazy (il quale ha curato la direzione creativa della campagna) vuole fare di Chanel.

Uno scatto della nuova campagna Chanel con Margot Robbie "clonata"
Uno scatto della nuova campagna Chanel con Margot Robbie "clonata"

Novità non vuol dire dimenticare l'heritage

Alla base del rinnovato corso c'è una scelta stilistica ma anche una strategia commerciale che non è sbagliata. Le Maison del lusso hanno la necessità di conquistare nuove fette di audience, soprattutto quella più young che è la più difficile perché meno fedele e più incline a seguire le tendenze del momento. Non è del tutto vero, dunque, che gli unici marchi che crescono sono quelli capaci di rimanere uguali a se stessi per non perdere lo zoccolo duro di clienti fedeli. Inoltre, lasciar spazio alla novità non vuol dire abbandonare l'heritage e stravolgere una visione sopravvissuta a lungo nel tempo. Il cambiamento è sempre positivo, soprattutto nel comparto moda, un settore che si nutre di trasformazioni e novità per soddisfare desideri e interessi inediti dei consumatori, adeguandosi al mondo che cambia.

Una delle borse della P/E 2026 di Chanel
Una delle borse della P/E 2026 di Chanel

L'emergente interesse per Chanel deriva quindi dalla capacità dell'attuale Direttore Creativo di interpretare nuovi desideri, di sapere leggere le macro tendenze per adeguarle a una storica Maison del lusso. Blazy è riuscito a cambiare Chanel interpretando nel modo giusto i cardini che sono alla base del marchio. Se andiamo a spulciare il sito Chanel per osservare da vicino le nuove borse primaverili, notiamo quanto (a parte rare eccezioni come la 2.55 distrutta) Blazy lavori sulla semplicità e sull'essenzialità, volgendo lo sguardo a un bisogno contemporaneo quello della praticità. Le it bag primaverili di Chanel sono più grandi, comode, realizzate in pellami meno delicati e più adatti alla vita quotidiana di nuove e nuovi clienti big spender che non sono più (solo) quelli dei salotti aristocratici. Hanno una carriera e anche una famiglie, viaggiano e non trascorrono le proprie giornate pigramente tra sale da tè e coiffeur. Gli accessori e l'abbigliamento devono dunque rispettare degli standard che non guardano solo alla bellezza dell'oggetto ma anche alla praticità.

Una delle borse della P/E 2026 di Chanel
Una delle borse della P/E 2026 di Chanel

In conclusione Matthieu Blazy ridisegna le borse, le scarpe e anche i blazer, con pellami morbidi, tacchi larghi e linee ampie e comode. Il tutto per andare incontro alle esigenze di un mondo nuovo. Questo non vuol dire tagliare i ponti con l'eleganza del passato (che a conti fatti non è l'unica possibile). Blazy è uno dei pochi designer contemporanei capaci di dimostrare con le sue creazioni che una nuova eleganza è possibile e che il concetto di accessorio timeless può adeguarsi allo spirito del tempo senza perdere fascino, bellezza ed eleganza.

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Laureato in Comunicazione, durante gli anni universitari collabora con importanti società di Organizzazione Eventi artistico-culturali. Dopo la specializzazione in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale cura e coordina, per alcune associazioni a carattere nazionale, la gestione di saloni espositivi e mostre d’arte. La passione per il Cinema lo spinge ad entrare a far parte del team di festival cinematografici di grande rilievo. Successivamente il grande interesse e la profonda curiosità per la Moda lo inducono a frequentare un corso di specializzazione in Fashion Trend Research e a stabilirsi a Milano per intraprendere la professione di fashion editor per Fanpage.it.
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