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Premi Oscar 2026

Armocromia agli Oscar 2026, Ferdinando Schetty: “Anne Hathaway perfetta in nero, l’argento non valorizza Emma Stone”

Ferdinando Schetty a Fanpage.it ha commentato i look delle celebrity agli Oscar, dal nero di Anne Hathaway all’argento di Emma Stone. Non tutti i colori hanno funzionato.
Intervista a Ferdinando Schetty
consulente d’immagine, beauty & color expert
A cura di Giusy Dente
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Emma Stone
Emma Stone
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La cerimonia degli Oscar 2026 è stata la serata delle piume e degli strascichi, grandi protagonisti dei look delle celebrity. Quest'anno si è vista una maggiore eleganza, con outfit più raffinati del solito e pochi azzardi: meno nude look, trasparenze, scollature o spacchi. Eppure, qualche errore c'è stato. Ferdinando Schetty ha commentato per Fanpage.it le scelte di stile di attori e attrici sul red carpet. Promossi Anne Hathaway e Kate Hudston, bocciati Jessie Buckley e Kirsten Dunst. Il Consulente d’immagine ha spiegato anche perché alcuni colori hanno rovinato l'outfit e altri, invece, hanno funzionato particolarmente sul fronte comunicativo. Nota di demerito per Pedro Pascal: il problema vero non era l'assenza della giacca, ma la decisione di togliere i baffi.

Perché tutti stanno parlando di Anne Hathaway?

Ma semplicemente per il fatto che è una di quelle più valorizzate: in più intorno a lei ora ci sono tutti i rumors su "Il Diavolo veste Prada" e ha anche fatto una scenetta con Anna Wintour sul palco. Lei oggettivamente non sbaglia mai: da un punto di vista di valorizzazione i suoi stylist o comunque chi la veste pensa veramente a ogni minimo dettaglio. Lei è over 40, ha usato la medicina estetica in maniera tale da valorizzare al meglio il suo viso ed evitare che la gente dica: "Ah, sta invecchiando". È come se fosse l'eterna giovane. Nel look degli Oscar era perfetta: i capelli andavano in altezza bilanciati dagli orecchini che andavano verso il basso. Ma anche il vestito era perfettamente in shape con la sua figura: una sirena che la contornava al meglio. Poi la scelta del colore: nero, con dettagli a contrasto che andavano a riprendere il colore della sua pelle.

Anne Hathaway in Valentino, scarpe Roger Vivier, gioielli Bulgari
Anne Hathaway in Valentino, scarpe Roger Vivier, gioielli Bulgari

Chi, invece, ha sbagliato la scelta del colore?

C'è un colore che non era particolarmente valorizzante per il mix cromatico dell'attrice, però era giusto a suo modo: l'abito rosa e rosso di Jessie Buckley, la Miglior attrice protagonista. Era un abbinamento molto visibile, ma non lo reggeva particolarmente. Nonostante questo, sono riusciti comunque ad aggiungere il giusto tocco di rosso sulle labbra, che riprendesse alla perfezione il rosso indossato. Forse volevano comunicare estrema potenza, estrema visibilità, ma io non avrei utilizzato un qualcosa di così strong su di lei: piuttosto l'avrei accompagnata meglio. Pensiamo a tante attrici che hanno vinto gli Oscar: quasi mai erano eccessive a livello visivo. Tipo Emma Stone in verde menta, colore che non la rendeva aggressiva. Idem Jennifer Lawrence quando ha vinto. Generalmente le attrici soprattutto quando sono candidate agli Oscar non sempre comunicano questo tipo di aggressività visiva, questo impatto forte. Inoltre lei era candidata per il film "Hamnet", che non richiama sicuramente quel tipo di aggressività. Quindi avrei utilizzato altro per la narrazione stilistica.

Jessie Buckley in Chanel
Jessie Buckley in Chanel

Perché a volte quello che sulla carta sarebbe un errore parlando di armocromia, invece poi funziona addosso a quella determinata persona?

Perché non tutti i visi che hanno gli stessi colori danno lo stesso tipo di impatto. Ci sono persone che comunicano più dolcezza, persone che comunicano più rigidità, anche se hanno la stessa palette cromatica. Quindi può succedere che un certo colore che nell'analisi cromatica potrebbe risultare meno armonioso, in quel contesto funzioni. Emma Stone qui agli Oscar ha portato un colore non particolarmente valorizzante. Lei tra l'altro di recente ha fatto qualche ritocchino estetico, che ha cambiato un po' il suo tipo di comunicazione visiva. Adesso comunica estrema eleganza, è una diva di altri tempi e l'abito che indossava, pur non essendo di un colore particolarmente valorizzante, aveva un tessuto e una luminosità che accompagnavano bene il suo viso. Poi certo, un rose gold sarebbe ancora meglio. Tante persone dicono: "Se vai fuori palette fai schifo". No, questo dobbiamo scordarcelo.

Emma Stone in Louis Vuitton, gioielli Repossi
Emma Stone in Louis Vuitton, gioielli Repossi

Chi sono gli altri promossi e bocciati di questa edizione?

Kate Hudston: vestito e acconciatura erano perfettamente valorizzanti. Il vestito per la shape e i colori, l'acconciatura per il capello morbido messo di lato, adatto al suo viso squadrato. Elle Fanning è un'altra che come Anne Hathaway ha una narrazione stilistica sempre molto coerente, con abiti la maggior parte delle volte in palette o comunque che rispettano la sua tavolozza cromatica: carta da zucchero, baby pink, lilla, lavanda. Stavolta aveva un abito bianco che non faceva "effetto sposa", proprio perché il suo tipo di viso è molto etereo, molto angelico. Tra i bocciati Renate Reinsve: non mi è piaciuta particolarmente sia a livello di taglio dell'abito che del colore scelto, con lo spacco e un rosso un po' azzardato. Kirsten Dunst aveva un abito che la induriva, comunicava rigidità. Non stava male, ma sicuramente andava a togliere l'effetto elegante. Kristen Wiig aveva un abito che proprio non le sta bene, sia a livello di colori che di impatto. C'erano due performance diverse nella parte superiore e nella parte inferiore. Lei ha un fisico longilineo, questo tipo di abito non accompagna assolutamente quel corpo. È come se andasse quasi a creare un effetto di allargamento visivo. Non so dov'è il punto vita.

Kate Hudson in Armani Privé, gioielli Garatti
Kate Hudson in Armani Privé, gioielli Garatti

Siamo abituati a vedere sempre gli uomini in smoking sul red carpet: Pedro Pascal invece ha tolto la giacca. Un azzardo?

Vorrei fare una critica sul baffo di Pedro Pascal! Il baffo caratterizza davvero tanto il suo viso e quindi togliere quell'elemento, che alla fine è pur sempre un elemento di styling, gli fa perdere riconoscibilità, caratterizzazione. L'assenza di giacca non è un problema: in questo caso tra l'altro avrebbe nascosto la spilla. Siamo 2026, se una persona non ha la giacca chi se ne frega.

Pedro Pascal in Chanel
Pedro Pascal in Chanel
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