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Pendolarismo e stress, lo psicologo Paladini: “Oltre 45 minuti di tragitto cresce il rischio di ansia e depressione”

Il lavoro può essere già di per sé stressante, ma quando il tragitto per recarvisi supera i 45 minuti, la situazione può incidere ancora di più sul benessere mentale. Lo psicologo Paladini ha spiegato a Fanpage.it i sintomi che può avere lo spostamento quotidiano verso l’ufficio e come sfruttare al meglio quel tempo che sembra “perso”.
Intervista a Dott. Francesco Paladini
Psicologo e Consigliere dell'Ordine degli Psicologi.
A cura di Elisa Capitani
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Ogni giorno milioni di persone si spostano per raggiungere il luogo di lavoro o di studio, spesso considerando questo tempo come una semplice parentesi necessaria tra casa e ufficio. Il pendolarismo, però, non è solo una questione di organizzazione o distanze da percorrere: è un'esperienza quotidiana che può incidere in modo profondo sul benessere psicologico. Tra tempi di percorrenza sempre più lunghi, traffico, mezzi affollati e ritmi precisi o serrati, lo spostamento casa-lavoro si trasforma spesso in una fonte di stress importante, capace di influenzare umore, energie e qualità della vita. Abbiamo approfondito il fenomeno con Francesco Paladini, psicologo e Consigliere dell'Ordine degli Psicologi, analizzandone gli effetti, i segnali da non sottovalutare e le possibili strategie per gestirlo.

Il pendolarismo è spesso considerato solo una questione logistica. Quanto incide realmente sul benessere psicologico?

Il pendolarismo non è solo uno spostamento fisico necessario per raggiungere il luogo di lavoro e rientrare a casa, ma comporta anche uno sforzo psicologico quotidiano significativo. Anche quando viene percepito come un’attività routinaria, implica un carico mentale costante. Diverse ricerche, in particolare condotte in contesti urbani in Asia e in America Latina, mostrano che all’aumentare del tempo di percorrenza cresce il rischio di sviluppare sintomi psicosomatici. Tra questi rientrano ansia, depressione e una sensazione di stanchezza persistente, che può manifestarsi anche in presenza di un numero adeguato di ore di sonno.

Esiste una soglia oltre la quale il tragitto casa-lavoro diventa stressante?

Non esiste una soglia precisa valida per tutti, ma gli studi indicano una tendenza chiara. Tragitti superiori ai 45 minuti per tratta rappresentano tendenzialmente un punto critico, soprattutto quando il tempo complessivo giornaliero supera l’ora e mezza o le due ore. In questi casi il pendolarismo tende a trasformarsi da attività necessaria a fattore di stress strutturale. Inoltre, alcune ricerche evidenziano che ogni 10 minuti aggiuntivi oltre questa soglia aumentano progressivamente il rischio di sviluppare sintomi legati allo stress.

Quali sono i segnali che indicano un impatto negativo?

I segnali più rilevanti sono quelli ricorrenti. Uno dei primi indicatori è la presenza di pensieri negativi già al risveglio, come la sensazione di non riuscire ad affrontare la giornata o di essere già affaticati prima ancora di iniziarla. A questo si aggiungono irritabilità, ansia anticipatoria e una crescente difficoltà nel recuperare energie. In molti casi, il solo pensiero del tragitto occupa una parte significativa delle risorse mentali, influenzando l’umore e anche la qualità delle relazioni sociali. Possono emergere anche disturbi del sonno, come difficoltà ad addormentarsi o risvegli precoci legati alla preoccupazione per gli spostamenti.

Il mezzo utilizzato influisce sui livelli di stress?

Assolutamente, il mezzo incide in modo rilevante. I mezzi pubblici, pur presentando criticità come affollamento e scomodità, risultano generalmente meno stressanti perché più prevedibili: orari e tempi di percorrenza sono relativamente stabili. L’auto, al contrario, espone a un livello più elevato di imprevedibilità, dovuto a traffico, incidenti o lavori in corso. Inoltre richiede un’attenzione continua, che comporta un maggiore dispendio di energia mentale e fisica. Questo rende il pendolarismo in auto, nella maggior parte dei casi, più logorante rispetto alle alternative.

Ci sono categorie più vulnerabili?

Le categorie più vulnerabili sono innanzitutto le persone che vivono già condizioni di fragilità o difficoltà pregresse, per le quali lo stress del pendolarismo si somma ad altre criticità. A queste si aggiungono lavoratori precari e studenti, che si trovano in situazioni di instabilità economica e sociale. I più esposti restano però i genitori o chi ha familiari a carico, perché il tempo dedicato agli spostamenti sottrae spazio alla cura, alla gestione della casa e alla vita personale, aumentando il senso di pressione e affaticamento.

Quali strategie possono aiutare a ridurre lo stress?

Una delle strategie più efficaci consiste nel trasformare il tempo del pendolarismo da momento passivo a momento attivo. Attività come ascoltare podcast, musica o contenuti di interesse possono aiutare a rendere il tempo più utile e meno pesante. Anche momenti di riflessione o di pausa mentale possono avere un effetto positivo. Fondamentale è poi la fase successiva al tragitto: attività come una passeggiata o lo sport permettono di scaricare la tensione accumulata e di prevenire forme di affaticamento cronico, favorendo una reale decompressione.

Il lavoro da remoto ha cambiato il rapporto con il pendolarismo?

Il lavoro da remoto ha migliorato il benessere di molte persone, soprattutto in termini di equilibrio tra vita privata e lavoro, offrendo maggiore flessibilità e riducendo il tempo dedicato agli spostamenti. Questo è particolarmente evidente per chi ha responsabilità familiari. Tuttavia, ha introdotto anche nuove criticità, come il rischio di isolamento e la difficoltà di separare in modo netto il tempo lavorativo da quello personale; il tema della disconnessione, infatti, resta aperto. In questo contesto emerge un aspetto centrale: più che la quantità di tempo disponibile, è la qualità del tempo a determinare il benessere complessivo.

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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