Non è vero che i single fanno più sesso: secondo il Censis oltre il 32% di loro pratica l’astinenza

Il sesso viene ancora considerato un tabù, nonché un ambito intimissimo della vita privata, tanto che sono moltissime le persone che ne parlano il meno possibile, mantenendo così una certa privacy sulle proprie abitudini a letto. È per questo che Censis, il Centro studi investimenti sociali, ha voluto condurre una ricerca sulla questione, intervistando anonimamente 1.000 cittadini maggiorenni, che hanno rivelato apertamente e senza inibizioni il loro rapporto con il sesso. Ne è uscito fuori il rapporto Il piacere degli italiani – Come cambiano i costumi sessuali, uno dei dati più interessanti? Il luogo comune secondo cui i single farebbero più sesso degli "accoppiati" è sbagliato, in verità sono coppie stabili a essere le più attive.
L'ipersessualizzazione non ha ridotto la voglia di fare sesso
L'indagine Censis ha analizzato la frequenza e l'intensità con cui le persone fanno sesso e ha rivelato dei dati interessanti sulla questione. Innanzitutto l'ipersessualizzazione dell'immaginario collettivo non sembra aver ridotto la voglia di fare sesso. Nonostante nella società contemporanea i rapporti intimi siano più liberi e "a portata di mano", la sessualità continua a essere ricorrente, dunque la presunta "asessualità" delle nuove generazioni che domina le retoriche mediatiche non esiste (o quanto meno riguarda una piccolissima fetta di popolazione). I più attivi a livello intimo sono coloro che si trovano in una coppia stabile (l'80% degli intervistati ha dichiarato di avere rapporti esclusivi con il partner), seguono coloro che si frequentano saltuariamente con qualcuno (pari a una percentuale del 12%) e chiudono la lista le persone con una relazione sessuale stabile o con altri partner occasionali (pari al 6,2%).
Perché i single fanno poco sesso
Stando ai dati Censis, è chiaro che bisogna dire addio al luogo comune secondo cui le coppie stabili vanno incontro a un evidente calo del desiderio. Il 5.9% degli accoppiati rientra nella categoria dei performanti (ovvero di quelli che fanno sesso ogni giorno), il 34,2% è attivo (ha 2-3 rapporti alla settimana), il 31% è regolare (lo fa una volta alla settimana) mentre i saltuari (che hanno una cadenza dei rapporto tra 1 e 4 mesi) e gli occasionali (una volto ogni 5-6 mesi) sono rispettivamente il 20,1% e il 5%. È interessante, inoltre, notare che sono i single ad avere spesso una vita sessuale poco attiva, dettaglio che scardina il mito secondo cui la singletudine sia un moltiplicatore di sesso praticato. Per essere precisi, il 31% dei single si definisce saltuario, mentre il 32,5% è addirittura astinente (ovvero non fa mai sesso). Insomma, sebbene le app di dating abbiano facilitato gli incontri, l'approccio e l'attivazione del rapporto sembrano essere ancora un ostacolo: la frequenza dei rapporti sessuali dei single è ancora fortemente legata a corteggiamento, conoscenza e poi scelta.