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Come capire se si tratta di una cotta o qualcosa di più? L’esperta ci spiega che cos’è la limerenza

Dagli Stati Uniti, dopo il ghosting e l’orbiting, arriva la limerence. Cosa rappresenta questo stato emotivo e perché succede a tutti almeno una volta di sperimentarlo l’abbiamo chiesto alla psicologa Perris.
Intervista a Dott.ssa Valeria Fiorenza Perris
Psicologa e psicoterapeuta
A cura di Francesca Parlato
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amore limerenza

L'ultima novità a proposito di relazioni, ossessioni – con nuovi termini coniati ad hoc – arriva come sempre dagli Stati Uniti. Dopo il ghosting, il gaslighting e l'orbiting arriva ora la limerence, la limerenza. Ne ha parlato di recente il New York Times. La parola in realtà non è così nuova, l'ha coniata nel 1979 la psicologa statunitense Dorothy Tennov nel suo libro "Love and Limerence – the Experience of Being in Love", ma è pressoché sconosciuta ai non addetti ai lavori anche se la maggior parte di noi ha sicuramente fatto esperienza di questo stato d'animo. "La limerenza (o ultrattaccamento) è uno stato cognitivo ed emotivo caratterizzato da un intenso desiderio per un'altra persona. Tennov intendeva descrivere lo stadio finale, quasi ossessivo dell'amore romantico. La limerenza è, infatti, una condizione che porta a provare una sorta di ossessione nei confronti della persona di cui si è innamorati. Questo fenomeno può verificarsi più comunemente in individui che già soffrono di disturbi ossessivo-compulsivi. È caratterizzata da pensieri intrusivi e una sensibilità acuta agli eventi esterni che riflettono l'atteggiamento della persona amata: l'esperienza può oscillare tra intensa gioia e profonda disperazione, a seconda di come i propri sentimenti vengono corrisposti" ha spiegato a Fanpage.it Valeria Fiorenza Perris, psicoterapeuta e clinical director della piattaforma di psicologia online Unobravo.

Una semplice cotta o limerenza?

Daisy per Gatsby, Laura per Nek e Marco per Laura Pausini, Anna per Lucio Battisti e Rachel per Ross. Potremmo dire che tutte queste coppie sono caratterizzate dalla limerenza. Un amore mancato, finito o ancora in corso che è in grado di totalizzare la vita dell'altro. Lo stadio prima dell'ossessione potremmo dire ma anche un po' oltre la semplice cotta, tipicamente adolescenziale. "La differenza fondamentale tra una cotta e la limerenza risiede nella durata e nell'intensità dell'esperienza emotiva. Quando si sperimenta una cotta, si vive un momento pervasivo in cui l'idea della persona amata diventa dominante. Si desidera passare più tempo possibile insieme, talvolta al punto di trascurare altre attività e aspetti della propria vita per dare totale priorità al legame amoroso". La differenza la fa il tempo. La cotta per sua natura è temporanea e gradualmente si ritorna a una fase di equilibrio. "Si riacquistano i propri spazi e si riassume il controllo su altre dimensioni della vita. La relazione con l'altro può rimanere comunque un aspetto importante, ma senza monopolizzare costantemente l'attenzione emotiva". Nella limerenza invece questo ritorno all'equilibrio non si verifica, questo stato d'animo si nutre di memorie, di ricordi legati a momenti passati all'interno della relazione ma allo stesso tempo di possibilità, si è in una relazione continua e immaginaria con l'oggetto dell'amore. "Non si raggiunge una stabilità emotiva e l'ossessione per l'altro persiste senza soluzione di continuità. La persona affetta da limerenza continua a vivere in uno stato di intensa focalizzazione sulla persona amata, senza riuscire a riappropriarsi pienamente di sé stessa o a integrare in modo sano la relazione nella propria vita quotidiana. In pratica, non si verifica mai un ritorno a una condizione in cui è possibile vivere la quotidianità in modo equilibrato rispetto alle varie dimensioni che ne fanno parte". 

Quando voliamo troppo con la fantasia

L'altra caratteristica di chi ‘soffre' di limerenza è la fantasia. Si immaginano situazioni, conversazioni, persino discussioni con la persona amata. Talvolta perdendo completamente il contatto con la realtà. "Durante l'adolescenza o in fasi specifiche della vita, può capitare di focalizzare la propria attenzione su una persona e di ritrovarsi a fantasticare, immaginando situazioni e persino conversazioni – continua la psicologa – È un fenomeno assolutamente normale e parte integrante dello sviluppo emotivo. Tuttavia, può diventare problematico qualora il processo di fantasia andasse a sostituirsi alla realtà, precludendo la possibilità di vivere concretamente una relazione autentica". Se la nostra mente continua a proiettarsi in scenari ideali e questa dimensione sostitutiva diventa predominante, in tal caso si potrebbe perdere la capacità di vivere nella realtà. "Quando la fantasia diventa una barriera alla realizzazione personale, limitando le possibilità di stabilire connessioni autentiche con gli altri, si rende necessario affrontare la situazione in modo consapevole. È importante trovare un equilibrio tra la dimensione fantastica e quella reale per permettere la crescita personale, la realizzazione concreta dei desideri, sogni e ambizioni e la costruzione di relazioni significative nella vita quotidiana". Spesso il soggetto affetto da limerenza può ottenere l'effetto contrario rispetto a quello desiderato e allontanare l’altra persona anziché avvicinarla. "La presenza di pensieri ossessivi e la conseguente pressione emotiva possono generare un clima disturbante e influenzare negativamente non solo la dinamica relazionale, ma anche altre sfere del quotidiano, creando un ciclo che può diventare difficoltoso da gestire sia per colui che è affetto da limerenza che per il partner coinvolto".

Da cosa nasce la limerenza

Ma quando è che una cotta si trasforma in ossessione? Quando è che l'oggetto del nostro desiderio comincia a invadere tutta la nostra vita al punto da non riuscire a pensare ad altro? "La limerenza è non di rado collegata all'attaccamento insicuro. – spiega ancora la dottoressa Perris – Se le nostre esperienze passate con le figure di attaccamento primarie non ci hanno fornito una sensazione di sicurezza emotiva o se abbiamo vissuto legami in cui non potevamo essere certi della disponibilità dell'altro quando ne avevamo bisogno il rischio di sviluppare un attaccamento insicuro è più alto. L'indisponibilità emotiva dell'altro può creare, sul lungo termine, una paura persistente di essere abbandonati o di non essere più amati. Questo timore può manifestarsi come una componente della limerenza, contribuendo all'ossessione e alla costante preoccupazione che la persona amata possa allontanarsi". E poi ci sono le app di incontri, una foto profilo grande quanto lo schermo del telefono diventa la pista da cui far decollare la fantasia. "Anche se non è possibile rintracciare una correlazione diretta tra le app di incontri e la limerenza, è tuttavia possibile, che esse influenzino le dinamiche relazionali, portando alcune persone a cercare connessioni meno profonde, idealizzare le relazioni, costruire rapporti basati su aspetti marginali o accontentarsi delle "briciole". Tutto ciò può contribuire ad avere l’impressione di essere parte di una relazione significativa che spesso viene amplificata in fantasia, pur non vivendola nella concretezza".

Se la limerenza diventa un limite per le relazioni reali

Se non si possiede un talento come quello di Fitzgerald o di Battisti per sublimare in opere d'arte la propria ossessione amorosa e passare alla successiva, gestire la limerenza potrebbe essere un problema. "La limerenza può costituire un forte ostacolo nelle relazioni. Il soggetto affetto da questa condizione tende, infatti, spesso a trascurare altri rapporti e connessioni fondamentali per la propria vita. Questi legami, a causa dell’attenzione ossessiva riservata alla persona oggetto della limerenza, rischiano di essere messi da parte, anche se potrebbero costituire una fonte preziosa di arricchimento emotivo". Il rischio poi è perdere anche la possibilità di aprirsi a nuove relazioni proprio perché si è troppo concentrati sull'oggetto della limerenza. "Una condizione che può perdurare anche per lunghi periodi. Per innescare un cambiamento e superare la limerenza è fondamentale imparare a conoscersi in profondità, rivedere le proprie dinamiche emotive ed esplorare eventuali paure, timori, resistenze". Sui social si trovano diversi gruppi di persone accomunate da questo tipo di esperienza ma il consiglio è sempre quello di rivolgersi a uno specialista. "Intraprendere un percorso di auto-conoscenza, magari con il supporto di un professionista della salute mentale, può essere determinante in questo contesto. Infatti, solo investigando e comprendendo a fondo le nostre dinamiche personali e relazionali possiamo aprire la strada a cambiamenti che favoriscano la possibilità di stabilire legami più funzionali".

Le informazioni fornite su www.fanpage.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.
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