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Adolescenti e porno, l’esperto spiega i rischi: “Mancano gli strumenti per capire il materiale più estremo”

Oggi si riesce ad accedere a materiale pornografico anche in età preadolescenziale, quando non si padroneggiano del tutto gli strumenti adatti per capire fino in fondo cosa si sta guardando. Fanpage.it ne ha parlato con un esperto: “Rocco Siffredi in questo è stato molto bravo, raccontando che la sessualità del film porno è completamente diversa”.
Intervista a dottor Matteo Merigo
Psicoterapeuta e sessuologo
A cura di Giusy Dente
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Siamo bombardati di contenuti pornografici, a cui si accede sempre prima e in modo sempre più facile. Un tempo c'erano le videocassette, i giornali da acquistare in edicola (magari camuffati sotto sciarpa e passamontagna): poco materiale, che spesso veniva scambiato tra gli amici. Adesso l'offerta è sconfinata e accedere a siti e chat è estremamente semplice. A una certa età è del tutto normale provare curiosità verso il sesso, voler sperimentare e scoprire cose nuove. Il problema subentra quando, complice l'assenza di un'adeguata educazione affettiva e sessuale, la pornografia va a incidere su uno sviluppo sano della propria sessualità, delle relazioni con l'altro. I rischi principali sono: la confusione sul tema del consenso, la paura di interagire con l'altro perché si teme di non essere abbastanza, il confronto con i pornoattori che fa sentire inadeguati fino a sfociare in problematiche fisiche erettili. Il dottor Matteo Merigo ha approfondito l'argomento, confermando l'importanza che hanno scuola e famiglia nell'educazione di ragazzi e ragazze: l'educazione sessuale non si fa sui film porno.

Come influisce il porno sugli adolescenti

A differenza di un adulto, che possiede adeguati strumenti di analisi per valutare i contenuti pornografici che sta guardando, un adolescente non si rende conto pienamente che quella è finzione: i pornoattori seguono dei canovacci, hanno dei veri ne propri copioni. Il dottor Merigo ha affrontato l'argomento mettendo prima a confronto due generazioni: "È vero che tanti adulti di oggi hanno scoperto la sessualità guardando i primi film porno che circolavano, ma oggi siamo in un'altra epoca. Per la generazione X era diverso: giravano pochi film, si scambiavano tra amici in videocassetta. Oggi c'è una quantità e qualità esagerata, quindi in alcune situazioni una ragazza o un ragazzo possono trovarsi di fronte a elementi della sessualità estremamente cinematografici e fuorvianti. Un adolescente (o pre adolescente, perché oggi la fruizione è anticipata) pensa che la sessualità funzioni come nel film porno. Magari entrano in contatto subito con materiale BDSM o estremo, ma mancano gli strumenti di base per permettere di capire cosa si sta guardando. Un tempo per trovare del materiale dovevi per uscire e andare in edicola col passamontagna. Adesso basta scrivere porn su qualsiasi dispositivo".

Perché è sbagliato fare educazione sessuale con la pornografia

Il rischio è dunque confondere i due piani: quello della realtà e quello della finzione cinematografica estrema: "Guardo delle cose e penso che quella sia la realtà della sessualità. Quei meccanismi, su un preadolescente, possono essere promotori di idee sbagliate sulla sessualità. Per esempio: alcuni siti hanno tolto la categoria consent non consent. In sostanza è quella che simula uno stupro, che è concordato tra gli attori, ma ovviamente dall'altra parte ci può essere l'adolescente che non capisce il tema del consenso".

Quello del consenso è un tema delicatissimo e non è il solo: "Si crea una visione sbagliata della sessualità, un'idea pornografica della sessualità con assenza del sentimento. Perché effettivamente quando si guarda un prodotto porno c'è solo l'azione, manca tutto il pezzo prima: la conoscenza, il corteggiamento, tutte cose che fanno parte della trama della vita. Rocco Siffredi in questo è stato molto bravo, raccontando che la sessualità del film porno è completamente diversa". Ovviamente quando poi ci si deve mettere in gioco personalmente, relazionarsi con persone in carne e ossa e non con uno schermo, si va a replicare schemi cinematografici che non possono funzionare nella realtà. In sintesi: "Si stanno creando due situazioni abbastanza strane: o poca sessualità o sessualità molto estrema".

A occuparsi di corretta educazione sessuale dovrebbero essere famiglia e scuola. L'esperto ha spiegato: "È difficile che un genitore guardi un film porno con il proprio figlio, ma il controllo andrebbe fatto a monte, magari controllando le cronologie. L'educazione sessuale fatta dai genitori dovrebbe partire già in tenera età. Ci sono libri apposta per aiutare i genitori a raccontare quando arrivano le prime domande scomode. In seconda battuta dovrebbe arrivare la scuola. Qui il problema è che i professori non si assumerebbero questa responsabilità. Quella della scuola dovrebbe essere innanzitutto educazione all'affettività. E di affettività bisognerebbe cominciare a parlare già all'asilo, alle elementari. Anche i primi concetti legati alla sessualità dovrebbero arrivare alle elementari: come avviene la riproduzione, perché siamo fatti in modo diverso, il consenso, il rispetto dell'altro, limiti e confini. Farlo alle superiori è tardi".

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