Sinner, perché il ginocchio preoccupa a tre settimane dagli US Open: il trattamento e tutti i dubbi sul rientro

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Come sta Jannik, a cosa serve la terapia con le onde d’urto a cui si sottopone e quanto tempo gli occorre per essere “pronto” agli US Open, ultimo Slam della stagione.

Jannik Sinner non gioca una partita ufficiale dal 12 luglio scorso, quando vinse la finale di Wimbledon contro Zverev. Da allora ha svolto solo allenamenti e saltato i due Masters 1000 americani che fanno da antipasto agli US Open, Montreal e Cincinnati. La rinuncia anche al torneo in Ohio è motivata da un problema al ginocchio destro che non è ancora risolto. "Mi dà fastidio, non sono pronto", ha ammesso il numero uno al mondo rimandando l'appuntamento a Flushing Meadows (dal 30 agosto al 13 settembre) secondo un copione già visto di recente quando, dopo il crollo al Roland Garros di Parigi, si presentò per scelta precauzionale direttamente a Londra.

Il campione italiano s'è concesso altro tempo per recuperare e guarire: proseguirà il percorso terapeutico al JMedical di Torino, dove si sottoporrà a un trattamento con onde d'urto: sono utilizzare soprattutto per patologie tendinee e possono essere inserite in un percorso conservativo. Questo aspetto non stabilisce con certezza (in assenza di una comunicazione ufficiale) se il malessere di Sinner è localizzato al tendine rotuleo o quadricipitale né di stabilirne la gravità. In questo solco c'è un altro aspetto che va considerato: secondo una stima più favorevole, ipotizzabile seguendo la linea della "decisione cautelativa", potrebbero servire dai cinque ai dieci giorni per riportare l'alto-atesino al pieno allenamento in campo.

Cosa vuol dire? Un ritorno a sessioni tecniche complete non coincide automaticamente con la condizione necessaria per affrontare le difficoltà e lo stress di uno Slam che inizia tra 20 giorni, ha una durata potenziale di due settimane (calcolando ce la faccia ad arrivare alla finale) e si disputa al meglio di 3 set su 5. Per giunta, l'ultimo della stagione. Ecco perché per un giocatore del suo livello, però, questo percorso di cure è solo una parte di un programma più articolato che comprende scarico, gestione dei carichi e potenziamento. E molto dipenderà da come reagirà il suo ginocchio in questa fase molto delicata.

Le onde d'urto non sono una diagnosi: cosa possono indicare sul problema di Sinner

Il trattamento a onde d'urto utilizza impulsi acustici ad alta energia applicati al tessuto interessato con l'obiettivo di provocare una risposta biologica che favorisca il recupero. È impiegato soprattutto per diverse problematiche dei tendini e può essere inserito all'interno di un piano più strutturato che comprende corretta gestione del carico e lavoro di potenziamento, indispensabili per riportare progressivamente il ginocchio a sopportare le sollecitazioni richieste dai movimenti di un tennista.

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Quel tipo di terapia non significa automaticamente che la sofferenza di Sinner sia localizzata necessariamente al tendine rotuleo o al tendine quadricipitale. Sono ipotesi che rientrano nello spettro diagnostico ma non sono una diagnosi ufficiale ma portano con sé una domanda unica: quanto rapidamente il suo ginocchio sarà in grado di sostenere lo stress fisico di un impegno prolungato e ad alta intensità agonistica come il cammino in uno Slam?

La differenza che può cambiare tutto: infiammazione da sovraccarico o tendinopatia

Il fattore decisivo per valutare i tempi di guarigione non è soltanto la presenza dell'infiammazione, ma la condizione del tessuto che deve tornare i carichi, in allenamento e in partita. Una risposta reattiva acuta del tendine a un sovraccarico può, in determinati casi, essere potenzialmente reversibile attraverso una riduzione temporanea degli stimoli che hanno provocato la reazione. Se il problema regredisce e il tendine recupera rapidamente la capacità di tollerare il carico, la progressione dell'attività può riprendere.

Diverso è il quadro di una tendinopatia caratterizzata da un disadattamento pregresso del tendine. In quel caso il problema non riguarda soltanto l'infiammazione del momento, ma anche la capacità del tessuto di sopportare nuovamente gli stress dell'attività sportiva. Il recupero diventa quindi più complesso e richiede una progressione dei carichi calibrata.

In buona sostanza venti giorni possono essere sufficienti in uno scenario e molto più stretti nell'altro. A fare la differenza sarà soprattutto la risposta del ginocchio quando il lavoro passerà dalla fase protetta a quella di maggiore intensità.

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I tempi di recupero favorevoli stimati: 5-10 giorni allenamenti pieni

Quali sono i tempi di recupero effettivi? Sinner ce la farà a essere pronto per gli US Open e resterà ugualmente numero uno nel ranking Atp? Senza una diagnosi ufficiale che dia piena contezza del grado di infiammazione lamentata da Sinner, si può valutare in massimo dieci giorni il periodo necessario per riprendere un allenamento completo sul campo. Questo, però, è solo il primo step: riportare Jannik al lavoro tennistico senza che il ginocchio reagisca negativamente all'impatto dell'aumento del carico.

La prima fase sarà dedicata al trattamento e allo scarico, mantenendo comunque una parte della preparazione fisica attraverso attività che permettano di ridurre gli impatti sul ginocchio. Palestra, lavoro sui muscoli che stabilizzano la colonna vertebrale e piscina possono consentire di non perdere completamente la condizione durante la gestione prudenziale del trattamento al ginocchio.

Poi arriverà il ritorno sul campo e, seguendo un approccio graduale, durante le sessioni improntate su accelerazioni, frenate, cambi di direzione e spostamenti laterali si capirà molto delle reali condizioni di Sinner.

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