Shelton trionfa a Montreal ma fa confusione nella premiazione: il pubblico non gradisce la gaffe
Ben Shelton ha concesso il bis. Secondo titolo consecutivo nel Masters 1000 del Canada per il tennista americano, che ha vinto il derby in finale con l'ottimo Nakashima. L'aria del Canadian Open, insomma, fa bene al classe 2002 che, grazie a questa affermazione, farà un bel salto nel ranking salendo al sesto posto. Entusiasmo giustificato dunque per Ben, che nel discorso di premiazione ha commesso una gaffe che ha portato ai fischi del pubblico di Montreal. Questione di campanilismo nordamericano per Shelton, che si è subito reso conto di averla combinata grossa e ha rimediato spendendo parole d'amore per la città ospitante.
Shelton cita Toronto nella premiazione del torneo canadese
Il National Bank Open presented by Rogers viene organizzato in due città diverse che si alternano ogni anno. L'edizione maschile del 2026 si è disputata a Montreal, mentre nella scorsa stagione è andata in scena a Toronto. Pur cambiando la sede, il risultato è stato lo stesso con l'affermazione di Shelton. Mentre pronunciava le sue parole di ringraziamento, il campione ha dichiarato: "Voglio ringraziare il mio team. È pazzesco pensare che fossimo qui un anno fa… Beh, in realtà credo fosse a Toronto (ride, ndr). Non dirò niente di male su Toronto, amo anche Toronto".
I tifosi di Montreal fischiano Shelton
E qui è venuto fuori tutto l'orgoglio del pubblico locale e la sfida a distanza con gli organizzatori dell'altro torneo nazionale. "Buu" e fischi, ovviamente di natura ironica e senza alcun astio nei confronti del giocatore. Per cercare di rimediare, Shelton ha subito manifestato tutto il suo amore anche per la città ospitante: "Amo anche Montreal". Tutto risolto, con grandi sorrisi e applausi per il tennista americano, che si è preso questa volta un'ovazione.
Tutto rientra nel gioco delle parti e nel testa a testa fisiologico tra le due sedi di un torneo comunque molto gradito ai giocatori. Normale che le due città che si alternano nell'ospitare il torneo maschile e quello femminile ogni anno, vivano il tutto con grande trasporto. Nonostante la sinergia che sfocia nella complementarità, tutti puntano a fare meglio e a ottenere i feedback migliori da parte dei giocatori. Sicuramente la competitività è un fattore positivo in termini di stimoli.
Nakashima più applaudito, scatena l'orgoglio locale
È andata decisamente meglio a Nakashima, che in questa edizione del Canadian Open ha sfoderato un ottimo rendimento, portando a casa anche uno scalpo importante come quello dello spagnolo Jódar in semifinale. Brandon, che è uno dei giocatori più amati del circuito anche per il suo comportamento sempre impeccabile, si è espresso preferendo Montreal a Toronto e ricevendo gli applausi fragorosi da parte dei tifosi presenti: "Un grande grazie a tutto il pubblico che è venuto in questi ultimi 10 giorni. Il supporto che date al torneo e a tutti i giocatori è davvero unico al mondo. Per essere sincero, mi piace davvero di più qui a Montreal che a Toronto. Purtroppo saremo di nuovo a Toronto l'anno prossimo, ma non vedo l'ora di tornare qui fra due anni".
Pur non essendoci dunque i big come Alcaraz e Sinner, e con l'incognita pioggia che ha rovinato i piani degli organizzatori e dei giocatori, il torneo è comunque andato bene, con grande apprezzamento da parte degli appassionati di tennis canadesi.