Rick Macci ridicolizza i sospetti di silent ban sull’assenza di Sinner: è un’idiozia

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Il noto coach di tennis Rick Macci demolisce l’assurda e ignobile tesi che Jannik Sinner sia fermo non per il problema al ginocchio ma per un ‘silent ban’, ovvero una sospensione per doping ‘silenziosa’, tenuta nascosta con la compiacenza degli enti preposti al controllo.

Jannik Sinner ha annunciato ieri la sua decisione di sottoporsi a "un ciclo di cure per il ginocchio, il che significa che la stagione 2026 è ufficialmente conclusa". L'infiammazione sul lato esterno del ginocchio destro, che si ripropone subdola ogni qual volta il 25enne altoatesino forza in allenamento, ha bisogno di più tempo per sparire completamente. Riposo, calibrazione graduale dei carichi, fisioterapia di rafforzamento, correzioni posturali: tutto questo si nutre di tempo, che diventa il fattore cardine per rivedere Sinner nei tornei, auspicabilmente già dall'Australian Open 2027.

Una situazione che pur nel silenzio di Jannik e del suo team appare adesso abbastanza chiara. "L'infiammazione della bendelletta ileotibiale è una tendinopatia cronica, antipatica, ostica. La si cura con fisioterapia classica e rinforzo muscolare specifico. Non è che passa il dolore e il problema è finito. Guarito e pronto non sono la stessa cosa. Passare il dolore al ginocchio è una cosa, essere pronto a giocare da numero uno al mondo è un'altra", ha detto a Fanpage il Dottor Giovanni Di Giacomo, tra i più noti specialisti in medicina dello sport in Italia.

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Jannik Sinner tornerà a giocare nel 2027

La teoria del complotto su Sinner: sarebbe fermo non per il ginocchio ma per un ‘silent ban'

Eppure questa spiegazione, ribadita da fior di luminari in questi giorni e anche da gente vicina a Sinner come Adriano Panatta, viene ritenuta fasulla dagli odiatori di Jannik, per lo più tifosi patologici di altri tennisti. Secondo questi mestatori di fake news – come è chiaramente la loro tesi tanto ridicola quanto ignobile – la lunga assenza di Sinner altro non sarebbe che il risultato di un ‘silent ban', ovvero una squalifica applicata a un atleta, non solo nel tennis, senza che venga emesso alcun comunicato ufficiale o sanzione pubblica. Insomma, mentre all'esterno l'assenza del giocatore viene giustificata con motivi di facciata come infortuni, problemi personali, scelte tecniche o normale programmazione, in realtà la persona sta scontando un provvedimento disciplinare impostogli – o concordato – a porte chiuse.

Una storia che ovviamente allude alla squalifica patteggiata da Sinner nel 2025 per la positività al Clostebol dell'anno prima e che ipotizzerebbe una nuova sospensione per il campione azzurro, sempre per doping ma più lunga essendo recidivo, tenuta ‘coperta' dagli enti preposti al controllo, ovvero ITIA e WADA.

Rick Macci spiega perché è una tesi assurda e ridicola

Un'idiozia che Rick Macci, uno dei più celebri e influenti allenatori di tennis al mondo, che ha plasmato da giovanissimi futuri campioni come le sorelle Williams e Andy Roddick, demolisce in un post su X: "Sinner è un campione e uno dei migliori agonisti che questo sport abbia mai visto. È infortunato, se potesse giocare darebbe il massimo. Per le persone che starnazzano su un test antidoping fallito, è impossibile al 100% perché verrebbe fuori. Non c'è nessun silent ban". Del resto tenere nascosta una cosa del genere sfida qualsiasi possibilità umana, siamo al livello del mancato sbarco sulla Luna…

Un nuovo test antidoping positivo comporterebbe per Sinner una sospensione provvisoria obbligatoria e pubblica. Nel 2024 le sue due sospensioni provvisorie furono brevi e appellate con successo, e quindi non rese note finché il caso non è diventato pubblico ad agosto. Un silent ban di diversi mesi nel 2026, mascherato da problema al ginocchio, richiederebbe che ITIA e WADA violino le regole di pubblicazione in vigore e che nessun laboratorio, nessun addetto ai controlli, nessun testimone, nessun avversario, insomma nessuna persona coinvolta alla stretta o alla larga, lo faccia trapelare. È decisamente più probabile che quel 20 luglio 1969 Neil Armstrong e Buzz Aldrin abbiano camminato in uno studio televisivo e non sulla Luna…

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