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Nasce la ‘stanza della rabbia’ nel tennis, l’ha inaugurata il torneo femminile di Austin: che cos’è

Il torneo WTA di Austin ha inaugurato all’inizio di questa settimana la ‘rage room’ per le giocatrici: a che cosa serve questo spazio.
A cura di Paolo Fiorenza
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Ricordate le polemiche sollevate nell'ultimo Australian Open dopo che Coco Gauff era stata ripresa dalle telecamere mentre distruggeva la sua racchetta, dopo la sconfitta nei quarti con Elena Svitolina, in un'area dell'impianto che riteneva non coperta dalle telecamere? Ecco, proprio da quelle polemiche è scaturita l'esigenza di ‘privacy' in quei momenti in cui si perde il controllo delle proprie emozioni, un'esigenza da cui è appena nata la ‘rage room', ovvero la ‘stanza della rabbia', inaugurata all'inizio di questa settimana nel torneo femminile di Austin.

Che cos'è la ‘stanza della rabbia' inaugurata dal torneo femminile di Austin: a cosa serve

Per la prima volta in un torneo WTA, gli organizzatori hanno allestito una stanza riservata esclusivamente alle giocatrici, dove c'è la certezza di non essere riprese mai. Si tratta di uno spazio sicuro e completamente privato, senza la presenza di telecamere, dove le tenniste possono sfogare fisicamente la loro frustrazione post partita – anche rompendo racchette o altri oggetti, insomma dando sfogo alle proprie emozioni – senza il timore di essere filmate e giudicate dal pubblico.

Il torneo 250 texano – che sabato vedrà giocarsi le semifinali Krueger-Townsend e Stearns-Birrell – ha pubblicizzato l'iniziativa, la prima del suo genere nel tennis professionistico, sui propri social: "Vi presentiamo la rage room dell'ATX Open, la prima nel suo genere, dove le giocatrici possono esprimere privatamente frustrazione o emozioni in un ambiente sicuro e senza telecamere".

All'interno della stanza in questione sono presenti scritte motivazionali e ironiche come "Don't smile" (Non sorridere), "Count to three" (Conta fino a tre), "You'll succeed" (Ce la farai), "Seize the chance" (Cogli l'opportunità) e anche un disegno di una racchetta rotta.

Perché è nata la ‘rage room' nel tennis: cosa è successo a Coco Gauff all'Australian Open

Come detto, l'iniziativa nasce direttamente dalle polemiche scoppiate all'Australian Open dello scorso gennaio. Durante i quarti di finale, Coco Gauff ha perso nettamente contro Elina Svitolina in meno di un'ora. Dopo la sconfitta, l'americana è andata in una zona che riteneva nascosta alla vista per sfogarsi rompendo la racchetta contro il pavimento. Il momento è stato ripreso e trasmesso in mondovisione, diventando virale sui social. La Gauff si è poi lamentata per la vicenda, paragonando i giocatori a "animali allo zoo" sotto costante osservazione, e anche pezzi grossi come Iga Swiatek e Novak Djokovic le hanno dato manforte nella circostanza.

La creazione di questa ‘stanza della rabbia' nel tennis ha peraltro attirato anche delle critiche: i detrattori sostengono che incoraggiare lo sfogo fisico possa essere non solo poco professionale per i tennisti, ma anche diseducativo per i tifosi più giovani.

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