Marion Bartoli: “Sinner si sforzò di alzarsi e venne verso di me. Ero in stato di shock”

Lasciatosi alle spalle un 2025 eccezionale, con altri due tornei del Grande Slam vinti (tra cui lo storico primo Wimbledon per il tennis italiano), Jannik Sinner è nel pieno della preparazione in vista di una stagione in cui l'obiettivo è riprendersi il numero uno ai danni di Carlos Alcaraz. Il 24enne altoatesino non giocherà partite ufficiali prima dell'inizio dell'Australian Open, il 18 gennaio: fino ad allora disputerà solo due esibizioni, con Alcaraz a Seul il 10 gennaio e poi con Auger-Aliassime a Melbourne nella settimana precedente il torneo. Di Sinner ha parlato in maniera molto bella, e non per le sue doti tennistiche, l'ex vincitrice di Wimbledon 2013 Marion Bartoli, che ha raccontato come sia rimasta "in stato di shock" di fronte al comportamento di Jannik subito dopo aver perso la finale del Roland Garros lo scorso 8 giugno con Alcaraz.
Jannik Sinner perde la finale e va a salutare Marion Bartoli
La 41enne francese oggi fa la commentatrice televisiva: a Parigi era incaricata delle interviste post partita sul campo e dunque ne aveva fatta più di una con Sinner fino alla finale. Quel giorno Jannik non parlò ai suoi microfoni ma direttamente durante la cerimonia di premiazione, eppure i due ebbero un faccia a faccia del tutto inatteso, soprattutto considerando l'umore comprensibilmente sotto i tacchi dell'azzurro, uscito sconfitto contro Alcaraz dopo una maratona di cinque e ore e mezza, in cui aveva avuto tre match point di fila. La Bartoli ha ammesso che se fosse stata al posto di Sinner, non sarebbe riuscita in nessun modo a controllare le sue emozioni, altro che saluti…

Sinner era seduto completamente distrutto nella sua postazione a bordo campo, quando ha visto la Bartoli: "Si è sforzato di alzarsi, è venuto verso di me e io ho pensato: ‘Ma sta venendo davvero verso di me?' – ha raccontato la francese – Si è avvicinato e ovviamente mi sono alzata davanti a lui. Mi ha detto: ‘Oh cavolo! È stato davvero bello con le tue interviste in questi 15 giorni. Non vedo l'ora di vederti a Wimbledon'. E io ero in stato di shock perché, dopo quasi sei ore di gioco in campo, si ricordava ancora chi ero e si è sforzato di alzarsi e venire da me".
"Io avrei distrutto tutto ciò che era possibile distruggere nello spogliatoio se avessi perso una finale del Grande Slam in casa dopo aver avuto tre match point. E sicuramente non mi sarei sforzata di andare intorno per salutare qualcuno che lavora per la televisione", ha concluso la Bartoli.