La Coppa Davis torna alle vecchie tradizioni: il caos a Casablanca, tennisti scortati in albergo

La ‘vecchia' Coppa Davis non c'è più da qualche anno. Da quando è passata la riforma Piqué, poi parzialmente corretta. L'Italia non può lamentarsi, perché in questa epoca non c'è stata molta storia. Ma in realtà nelle primissime fasi si è ritornati al passato e quanto accaduto nel weekend di Marocco-Colombia riporta quanto visto, decine di volte, in passato. Al momento del successo il tennista colombiano Mejia è esploso e si è scatenato il putiferio.
Marocco-Colombia 1-3
La storia della Davis è piena di partite giocate su campi caldissimi, con scorrettezze anche inimmaginabili. Qualunque cosa si possa pensare di poco nobile è stato fatto. Da un certo punto in poi si è giocato quasi sempre in campo neutro. Ma la controriforma ha stabilito che i primi due turni si giocano vecchio stile. Marocco-Colombia era un incontro del Gruppo II, praticamente la Serie B, e non essendoci stelle in campo non sarebbe dovuto passare alla storia e invece il clima caldo ha portato a un finale pepatissimo.
Mejia vince il punto decisivo ed esulta in modo polemico
La Colombia si è imposta per 3-1. Dopo aver vinto il punto decisivo, Nicolas Mejia, modesto giocatore, si è sfogato esultando in modo provocatorio, ponendosi il dito davanti alla bocca. Il numero 177 della classifica ATP sconfiggendo Bennani con il punteggio di 6-1 4-6 6-2 ha mandato un messaggio al pubblico di casa, che non l'ha presa tanto bene.
Bottiglie in campo e tennisti scortati
Uscendo dal campo Mejia è stato fermato da alcuni tennisti marocchini, mentre i tifosi sugli spalti hanno iniziato a lanciare bottiglie, e c'è stato anche chi ha cercato di entrare direttamente in campo. La nazionale colombiana ha preso poi rapidamente la via dello spogliatoi, prima di tornare in albergo scortata, addirittura, dalle forze dell'ordine, rimasta fuori dall'hotel per evitare che la situazione degenerasse.
Il tennista Mejia su Instagram ha risposto a chi lo criticava e non ha fatto un passo indietro: "Per chi dice che ho festeggiato male. Non avete idea di cosa stesse succedendo in campo e di cosa (gli spettatori) stessero urlando a me, alla squadra e alla mia famiglia per tutta la partita". Insomma, il colombiano sa benissimo di non essere sportivo al cento percento, ma giustifica la sua esultanza.