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Jennifer Brady: “Mi hanno trapiantato la cartilagine di un cadavere, dicevano: qualcuno deve morire”

Jennifer Brady svela il suo calvario: per salvare il ginocchio ha subito un trapianto di cartilagine da cadavere. “Ho dovuto aspettare che qualcuno morisse”.
A cura di Marco Beltrami
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Che fine ha fatto Jennifer Brady? La tennista americana che nel 2021 ha raggiunto la finale degli Australian Open, battuta poi da Naomi Osaka, sta per iniziare una nuova vita sportiva dopo un calvario iniziato nel 2023. A poco a poco sta cercando di ritrovare risultati e scalare il ranking l'ex numero 13 del mondo che è stata costretta a fermarsi per un grave infortunio al ginocchio. Ne ha parlato nel The Changeover Podcast, spiegando di essersi sottoposta ad un trapianto di cartilagine del ginocchio da un cadavere.

Jennifer Brady racconta il trapianto di cartilagine nel ginocchio

Tutto è iniziato con un dolorino che però non ha impedito a Jenny di giocare. Le cose però a poco a poco sono peggiorate e la classe 1995 è stata costretta a fermarsi: "Nel 2023 ho avuto un infortunio al ginocchio e ci ho giocato sopra per un po', mettendoci una pezza, per così dire. Poi sono arrivata a un punto in cui non riuscivo più a giocare come volevo o ad allenarmi come volevo". Brady è stata costretta a rivolgersi a specialisti e così è diventato inevitabile l'intervento al ginocchio: "L'unica opzione era sottoporsi a un intervento chirurgico piuttosto importante. Ho dovuto fare un trapianto da un cadavere nel ginocchio".

L'esperienza della finalista degli Australian Open

Una prospettiva che ha inizialmente scioccato Jennifer: "Non sapevo che cosa fosse finché non l'ho fatto, ma in pratica prendono la cartilagine da qualcuno che è ovviamente morto". Brady ha ricostruito tutte le tappe di quella procedura, a cui è andata incontro non senza preoccupazione: "Prendono la cartilagine, la testano e poi la inseriscono. Avevo un punto nel ginocchio che era come se ci fosse un buco nell'articolazione. Quindi dovevo riempirlo con la cartilagine. Ovviamente potevano prenderla da me stessa ma pensavo: ‘Oh, con la fortuna che ho, finiranno per prenderla da qualche parte e poi avrò sintomi anche lì e dovrò fare un altro trapianto'. Allora la prendono semplicemente da un cadavere e poi ‘tappano' il buco con la sua cartilagine".

La cosa non è stata immediata per la tennista statunitense, che non ha nascosto lo shock di fronte all'attesa di trovare un donatore: "Stavo chiamando lo studio del medico, e dicevo: ‘Ho bisogno di venire per questa cosa… sto aspettando… sono passate diverse settimane, voglio solo sapere quando pensate che sarà programmato il mio intervento'. E la donna mi ha risposto: ‘Beh, non so se lo sa o no, ma qualcuno deve morire affinché lei possa operarsi'. E io pensavo: ‘Oh mio Dio"". Le cose alla fine sono andate per il meglio e ora Jennifer sogna di tornare a grandi livelli, con il sogno magari di impreziosire la sua bacheca che vede ora un solo trionfo a livello WTA.

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