I tennisti che hanno giocato la Laver Cup (per soldi) non stanno andando benissimo

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I tennisti si lamentano spesso del calendario. Sette dei dodici tennisti impegnati alla Laver Cup, una ricca esibizione, sono stati subiti battuti negli ATP di Pechino o Tokyo, perdendo punti importanti per la classifica mondiale.

I tennisti storicamente si lamentano perché giocano troppo. Quelli che hanno detto sì alla, ricca, chiamata della Laver Cup hanno giocato la manifestazione che non dà punti ATP, ma facendolo hanno speso tante energie e più della metà dei tennisti in campo a Londra sono stati eliminati al primo turno nei tornei di Pechino e Tokyo: su dodici giocatori in sette sono andati a casa, compreso Flavio Cobolli, decisivo con la vittoria in doppio. A questi si aggiungono pure le due riserve, i numeri parlano chiaro.

La Laver Cup prima dei tornei ATP di Pechino e Tokyo

La Laver Cup è la manifestazione ideata nove anni fa anche da Roger Federer e contrappone Europa e Team World, praticamente è una copia della Ryder Cup, la competizione golfistica che vede contro Europa e Stati Uniti. Nel tennis sta prendendo piede, ma un po' fatica. Quest'anno c'erano due grandi big (Alcaraz e Zverev) e una sfilza di buonissimi giocatori. Chi la gioca ovviamente vuole vincere, si gioca per la gloria (senza dimenticare l'ingaggio) più che per la ‘patria'.

Il circuito però non si ferma mai e chi ha giocato a Londra l'edizione 2026 tra il 25 e il 27 settembre, appena chiuso l'evento è volato in Estremo Oriente, dove il circuito fa tappa. I tennisti si sono divisi tra i tornei di Pechino e Tokyo, due ATP 500, poi ci sarà il 1000 di Shanghai, nel quale si spera di vedere anche Sinner che la Laver Cup non l'ha mai disputata. Ebbene coloro che sono volati da Londra all'Est Asiatico hanno fatto quasi tutti, sportivamente parlando, una brutta fine.

Solo cinque giocatori della Laver Cup sono riusciti a vincere

A Tokyo hanno perso in modo clamoroso Fritz (con Munar) e sorprendente in termini di punteggio Nakashima (battuto da Humbert), Ruud (sconfitto da Luciano Darderi) e soprattutto di Jodar, spazzato via dal paraguaiano Vallejo. Non è andata meglio a Pechino a Cobolli, spazzato via da Safiullin, a Bublik, battuto da Mensik, pure lui ha giocato la Laver Cup, e a Learner Tien, finalista un anno superato in tre set da Hurkacz. Eliminate anche le due riserve: Buse a Pechino e Fery a Tokyo.

Il turno lo hanno superato, oltre a Mensik, il solido e costante Alex de Minaur, l'argentino Cerundolo e le teste di serie numero 1 di Pechino e Tokyo, e cioè Zverev e Alcaraz, che pure ha dovuto faticare con Michelsen, piegato solo al terzo set.

Le difficoltà nel passare da un continente all'altro e l'occasione persa

Mentre Cobolli, dopo il ko con Safiullin, ha fatto capire di non essere al meglio: "Non sono contento della mia condizione fisica, la forma oggi non era buona, lui mi ha distrutto, ha giocato in modo perfetto". È chiaro che il fuso orario, le difficoltà nel passare da una superficie all'altra, da un continente all'altro, alle condizioni di gioco hanno messo estremamente in difficoltà i giocatori che sono passati dall'Europa all'Asia.

Ma è altresì vero che i tennisti si lamentano del calendario per poi giocare una esibizione di lusso, ben pagata, e molti di loro, per essere precisi la maggioranza hanno subito perso in tornei importanti, tornei che hanno in palio punti pesanti per la classifica mondiale, e per chi ha perso subito, come Jodar e Fritz, è stato un duro colpo per le ambizioni e le speranze di qualificarsi alle ATP Finals. Predicano bene e razzolano male.

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