Djokovic dopo la storica sconfitta a Roma contro Prizmic non cerca scuse: “Non voglio parlarne”

L'edizione 2026 del torneo di Roma si è rivelata negativamente storica per Novak Djokovic. Per la prima volta in carriera il campione serbo è stato eliminato all'esordio da un superlativo Dino Prizmic. Il sei volte vincitore del torneo ha dimostrato in campo e in conferenza stampa di aver metabolizzato la sconfitta con grande signorilità, complimentandosi con il suo avversario e spostando i riflettori dai presunti problemi fisici accusati nel secondo set.
Djokovic non vuole parlare dei problemi fisici
La delusione per l'andamento del primo match dopo due mesi di stop è stata evidente per Djokovic che nonostante tutto ha messo da parte l'amarezza per celebrare la prestazione del croato, con un bell'abbraccio e parole di stima. Dopo la partita, la prima domanda posta a Nole è stata quella relativa a quanto accaduto nel secondo set quando ha accusato qualche fastidio, facendo anche fatica a respirare. Perentorio però lo sconfitto nel dribblare la domanda per non cercare scuse: "Non voglio parlarne, ma voglio congratularmi con Dino, vincitore meritato oggi. Sì, ero venuto per giocare una o più partite. Sfortunatamente ne ho giocata solo una, ma va bene così, sapete. Sono contento almeno di aver lottato fino alla fine".
Djokovic direttamente al Roland Garros
Ancora una volta Novak Djokovic ha sottolineato quello che è il suo nuovo status, legato al dato anagrafico. Il tennista serbo deve fare i conti con la "nuova realtà" che prevede la possibilità di mettere in preventivo problemi fisici. Ora l'obiettivo è cercare di recuperare per poi andare direttamente al Roland Garros dove provare ancora una volta a gettare il cuore oltre l'ostacolo. Dopo aver svelato i suoi piani Djokovic ha parlato anche della sua prestazione e soprattutto delle aspettative.
Non tutto è da buttare per Djokovic che ha visto qualcosa di positivo. Un campione del suo calibro, però, non può non riflettere su quello che manca per provare a puntare in grande in questa fase della sua carriera: "Non credo di aver giocato così male, ad essere sincero. Ok, il secondo set è stato qualcosa da dimenticare, ovviamente, per come mi sentivo in campo, ma il primo e il terzo sono stati buoni, sono andati bene. Alla fine è stata una bella battaglia. Però, ovviamente, vedo cosa mi manca".
Djokovic consapevole delle sue difficoltà
E se alla sua età non si riesce ad effettuare una preparazione decente, ma condizionata dagli infortuni allora tutto diventa duro. La cosa fondamentale per la stagione è la consapevolezza della propria condizione: "Arrivo in ritardo di mezzo passo, non sono decisamente dove vorrei essere per competere ai massimi livelli e per riuscire ad arrivare fino in fondo in un torneo. Ma prima o poi devi giocare, devi pur cominciare da qualche parte. Avrei voluto iniziare prima, ma non ho potuto. Quindi le cose stanno così. La situazione è questa, ci si adatta e se ne trae il massimo. Mi alleno duramente, mi alleno per quanto il mio corpo me lo permette… e poi, come andrà a finire in campo, quello è davvero imprevedibile".