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Internazionali d'Italia a Roma

Berrettini incredulo per la chiamata dell’arbitra chiede a Popyrin: “Alexei sai che non è così”

Sconfitta amara per Matteo Berrettini all’esordio al Foro Italico di Roma contro Popyrin. Episodio particolare in avvio di secondo set, con l’azzurro molto arrabbiato con la giudice di sedia.
A cura di Marco Beltrami
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Gli Internazionali d'Italia 2026 sono purtroppo durati molto poco per Matteo Berrettini. Il tennista di casa è stato eliminato all'esordio da Alexei Popyrin con un perentorio 6-2, 6-3. Un match in cui l'azzurro non è riuscito a sfruttare i suoi punti di forza, al di là dei meriti dell'australiano. Poche le occasioni per provare a far crollare le certezze del suo avversario per Matteo. In una di queste è arrivata una decisione dell'arbitra Aurelie Tourte poco gradita, che ha indispettito e non poco l'azzurro.

Matteo Berrettini e il caso del let per il dampener

In avvio di secondo set, infatti, Berrettini si trovava avanti 15-30 sul servizio di Popyrin, con lo scambio che si stava allungando e l'azzurro che dava l'impressione di potersi guadagnare due palle break. All'improvviso ecco la chiamata della giudice di sedia, arrivata poco prima che l'australiano colpisse e spedisse la palla fuori. Il "let" di Aurelie Tourte ha sorpreso Matteo, che non ha capito il motivo dell'interruzione. Lo stop è dovuto all'hindrance (ovvero l'intralcio) causato dal dampener, l'antivibratore della racchetta del tennista australiano volato in campo a ridosso della rete.

Berrettini incredulo per la chiamata della giudice di sedia
Berrettini incredulo per la chiamata della giudice di sedia

Il botta e risposta con la giudice di sedia

Berrettini ha iniziato a protestare facendo riferimento proprio al fatto che né lui né l'avversario si fossero accorti dell'incidente, considerato ininfluente per lo scambio. "Non si è fermato, non è mai let". Il tennista romano ha provato a spiegare le sue ragioni: "Quando cade dalla tua parte della rete devi giocare il punto, non è mai let, mai". L'arbitra ha chiarito: "Devo chiamarlo, no? Per me è chiaro, se qualcosa si muove verso la rete è un'interferenza". Niente da fare per Matteo, che ha chiamato in causa l'avversario: "Alexei, sai che non è così",ottenendo una risposta netta: "Io ho sentito una voce, ma non chiaramente. Lo ha detto prima che colpissi la palla".

Popyrin ne approfitta e scongiura il rischio break

L'azzurro ha continuato a perorare la sua causa: "Fa parte della racchetta e del gioco, non è mai let", chiamando poi in causa il supervisor, che ha avallato la decisione della giudice di sedia: "Non sempre riusciamo a vederlo, per questo a volte non lo chiamiamo. Ma quando lo vediamo dobbiamo chiamarlo". Non sono però riusciti a convincere Berrettini, che ha chiosato mestamente: "Non è mai let quando salta il dampener". Punto ovviamente ripetuto ed ecco la beffa: Popyrin, con due ace e un servizio vincente, ha scongiurato il rischio di un break.

Il dampener finito in campo
Il dampener finito in campo

L'arbitro ha fatto bene a chiamare il let? Il regolamento le dà ragione perché l'antivibrazioni (dampener) è considerato parte dell'equipaggiamento del giocatore, e quindi quando finisce in campo dev'essere oggetto di un let, ovvero la ripetizione del punto da parte del giudice di sedia. Questo perché la caduta improvvisa dell'oggetto viene valutata come un "intralcio involontario" che può distrarre l'avversario.

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