Surreali Final di Hockey, il tifo rossoblù invade la Curva anche senza squadra: “Insieme per il Milano”

Da venerdì 9 gennaio Milano torna l'ombelico del mondo dell'hockey su ghiaccio. All'arena Santagiulia si giocano le Milano Hockey Finals, una doppia Final Four tra otto formazioni che si contenderanno lo scudetto numero 92. Ma questo rischia di restare solo dettaglio, perché il vero evento che tutti aspettano è ciò che è stato organizzato per sabato 10 gennaio, da una tifoseria che, malgrado non abbia più una squadra, si raccoglierà e affollerà la curva del Santagiulia al grido di "Tutti insieme per il Milano". È la tifoseria dell' HC Milano, che ha deciso di ridare alla città quell'atmosfera magica e perduta di quando dominava anche nell'hockey su ghiaccio.
L'occasione è stata data dall'avvento sempre più imminente delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina oramai alle porte ma il vero e unico motivo è la passione mai sopita verso uno degli amori più grandi e intensi dei milanesi per l'hockey su ghiaccio. Dalle rigorose, fiammanti tinte rosso e blù. Così i tifosi del primo Saima, poi Sportivi Ghiaccio, HCM24, Vipers e HC Milano, hanno deciso di ridare alla città, almeno per una sera, la straordinaria atmosfera perduta. Il 10 gennaio nel Palazzetto Santagiulia gli stessi irriducibili tifosi rossoblù riempiranno prima le strade cittadine e poi la curva con i colori del Milano, in un paradosso vivente: Milano – dall'annus horribilis 2022 – non ha più una squadra sul ghiaccio per cui tifare.
L'iniziativa "Insieme per il Milano", l'epica storia di una tifoseria senza squadra
Lo faranno al grido che nel tempo si è trasformato in motto e poi in mantra: "Ci avete tolto la squadra, ma non il tifo". Uno striscione iconico divenuto parola d'ordine nell'anno del fallimento del Saima, nei primi anni 90, e che diede vita al "tifo contro", contro gli HC Devils rossoneri, nati poco prima sotto l'egida dell'allora Polisportiva Mediolanum di Silvio Berlusconi attraverso la fusione con l'HC Como da cui si prelevò il titolo sportivo e diversi giocatori.
In ricordo di una storia straordinaria e bellissima, durata pochissimo ma intensa come ogni grande amore, lasciando per sempre un ricordo indelebile. Un'epoca in cui la Milano rossoblù dell'hockey su ghiaccio contendeva lo scettro a più blasonate squadre alpine, dall'odiata Bolzano, ad Asiago, Alleghe, Fassa, Fiemme, Gardena, Brunico, CurmAosta. E con la storica rivalità tutta lombarda con i Mastini Varese. Un'epoca in cui l'allora Saima Milano, riportò in città il tricolore dopo 31 anni di assenza, prima del fallimento, per poi rinascere sotto altre vesti ma sempre con gli stessi colori: il rosso e il blù.
Il Saima Milano e l'eroico scudetto del 1991 al Forum di fronte a 11 mila tifosi
A partire dagli anni 90 Milano pulsava di una passione selvaggia per il ghiaccio, grazie all’Hockey Club Milano, targato Saima, che riportò il tricolore in città dopo trentuno anni di esilio. Nel 1985 la gloriosa tradizione hockeystica milanese riemerse dalle ceneri, grazie a Guido Redaelli, affiancato dal visionario Massimo Moretti del gruppo Cabassi. In soli tre anni, e una promozione epica nel 1988, l'HC Milano irruppe in Serie A come un tuono, creando una squadra d'eroi. Sotto la guida di del leggendario americano coach Lou Vairo, giocatori come Richard Bragnalo, Kevin Lavallee, Paul Beraldo, Mark Johnson, Tony Fiore, John Vecchiarelli, Maurizio Vacca, Mike Zanier e Bob Manno e Bill Stewart scrissero pagine indimenticabili dell'hockey rossoblù.
Il cui culmine ha una data precisa: 2 marzo 1991, al Forum di Assago, quando trasformarono la storia in leggenda. Di fronte a oltre 11.000 tifosi (record ancora oggi imbattuto per l'hockey italiano), si giocò la gara decisiva contro Bolzano per lo scudetto. Ai rossoblu bastava un pareggio per conquistare il tricolore dopo 31 anni ma gli ospiti si portarono sul 2-0. Fino all'epica rimonta firmata Kevin Lavallee e Richard Bragnalo, lo stesso che infilò il puck del definito 3-3 che fece esplodere il Forum in un tuono di gloria.
Il fallimento del 1992, la rinascita con i Vipers e l'addio dei Bears
L'epopea Saima durò purtroppo un battito di ciglia, quando nel '92 la famiglia Cabassi fece un passo indietro decretando di fatto il fallimento societario. Non dei colori dell'hockey rossoblù che negli anni seguenti provarono in ogni modo a restare vivi, rinascendo dalle proprie ceneri. Non passò un anno che nacquero prima gli Sportivi Ghiaccio Milano Saima sotto l'egida di Massimo Moretti e Alvise Di Canossa, giocando in Serie A e nell'Alpenliga. Poi fu l'ora dell'Hockey Club Milano 24 che per un paio d'anni tenne viva la fiamma fino all'avvento dell'Hockey Club Junior Milano Vipers, poi semplicemente Vipers, che riportarono la Milano rossoblù ai vertici: cinque scudetti consecutivi, tre Coppe Italia e in Europa la presenza costante nella IIHF Continental Cup. Nel segno di coach Insam ed altri indimenticabili come Muzzatti, Beattie, Felicetti, Chitarroni, Lefebvre, Gardner. Un secondo Eldorado conclusosi nel 2008, fino all'ultimo tentativo di rinascita prima con l'Hockey Milano Rossoblù poi con i Bears, che lottarono fino al 2022 anno del definitivo addio. Da quel giorno la Milano rossoblù non ha più avuto una squadra di hockey ma la Curva – costola della gloriosa Armata Piranesi – è rimasta nel tempo e il 10 gennaio 2026 tornerà a cantare attorno ad una pista di ghiaccio.