video suggerito
video suggerito
Olimpiadi Invernali 2026

Schizas in gara a Milano-Cortina ma deve fare un compito universitario: la mail al professore è surreale

La canadese Maddie Schizas a Milano-Cortina 2026 chiede una proroga per un compito: “Ieri ho gareggiato alle Olimpiadi”. La mail al professore è surreale.
A cura di Michele Mazzeo
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Non è la classica scusa da corridoio universitario, ma il meccanismo è identico: la scadenza incombe, l'ansia sale e la tastiera diventa un salvagente. Solo che, in questo caso, la persona che chiede una proroga non sta tornando da un weekend fuori sede o da una sessione di studio andata male. Maddie Schizas, 22 anni, pattinatrice artistica del Canada, è a Milano per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. E nel mezzo delle gare scopre di aver sbagliato la data di consegna di un compito universitario.

Schizas è impegnata nel singolo femminile e nella gara a squadre, dove il Canada spera di restare agganciato al gruppo che lotta per una medaglia. Ma mentre fuori c'è la pressione olimpica (prove, riscaldamenti, punteggi, telecamere, ecc…) dentro resta la routine di chi studia e deve rendere conto anche "a casa", alla McMaster University di Hamilton, in Ontario. È la doppia vita di molti atleti-studenti, solo che qui avviene nel palcoscenico più esposto possibile.

Immagine

L'equivoco scatta di venerdì: Schizas è convinta che una riflessione per Sociologia sia da consegnare domenica, poi realizza che la deadline è proprio quel giorno. E scrive al docente una mail destinata a fare il giro dei social perché la premessa è, di fatto, irripetibile. "Salve Prof. (Nome censurato), sono una studentessa del suo corso di Sociologia 2FF3 e mi chiedevo se potessi ottenere una breve proroga per la riflessione di questa settimana. Ieri ho gareggiato alle Olimpiadi e pensavo che la consegna fosse prevista per domenica, non per venerdì" recita infatti la missiva.

Il dettaglio che trasforma il tutto da "situazione assurda" a "situazione surreale" è quello successivo: per evitare dubbi, Schizas aggiunge pure un link a un comunicato del Comitato Olimpico Canadese per "confermare la mia partecipazione". Traduzione: se l'alibi è olimpico, meglio allegare prove. E infatti lo screenshot dell'email finisce in una Instagram Story, diventa virale e prende la forma di quella frase che ogni studente, guardandola, pensa una cosa sola: se questa non vale come giustificazione, allora non vale più niente.

Immagine

Tra pista e libri: la "seconda vita" che tiene Schizas con i piedi per terra

Sul ghiaccio, intanto, Schizas non è in vacanza studio: nella frazione del programma corto femminile nella gara a squadre chiude sesta con 64,97, contribuendo al punteggio del Canada dopo la prima giornata del team event. È un tassello dentro un mosaico che, ai Giochi, si costruisce in ore: ogni punto pesa, ogni errore si paga, ogni esecuzione deve convivere con la lucidità del momento.

Schizas è anche l'unica canadese in gara nel singolo femminile più avanti nel programma olimpico, un ruolo che aggiunge responsabilità a una settimana già carica. E poi c'è la dimensione personale: per lei questa è la seconda Olimpiade, dopo Pechino 2022, dove ha chiuso quarta nella gara a squadre e diciottesima nell'individuale. Milano-Cortina è l'occasione per cercare la rivincita sportiva, ma nel frattempo la vita reale continua a bussare: scadenze, compiti, esami.

Non è solo un dettaglio folkloristico, però. Nel suo caso lo studio viene raccontato come un modo per non farsi schiacciare dal pattinaggio, per non trasformare l'Olimpiade in un pensiero unico. È lo stesso concetto che emerge nelle parole attribuitele sul tema dell'equilibrio: "Se mi limitassi a pattinare, penserei solo a quello 24 ore al giorno. Sapevo di aver bisogno di un'altra valvola di sfogo. Andare a lezione, consegnare i compiti e studiare mi tiene impegnata e con i piedi per terra".

Ed è qui che la storia funziona: perché dice qualcosa di estremamente contemporaneo e comprensibile a tutti. Gli atleti olimpici sono percepiti come figure fuori scala, lontane dalla normalità. Poi basta una mail a un professore, una mail che parla di consegne, di giorni sbagliati e di corse contro il tempo, per riportare tutto a terra. Con una differenza: nel suo "lavoro extra" non c'è solo una sessione d'esami. C'è anche un triplo lutz più triplo toe loop da mettere giù davanti al mondo.

La scena finale è quasi perfetta: Schizas deve gestire allenamenti e gare, ma anche un compito di Sociologia da recuperare. Milano-Cortina 2026 per lei non è solo pista e punteggi: è anche una casella di posta aperta, una deadline che incombe e una proroga che, per una volta, ha davvero un motivo che nessun docente può ignorare.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views