Pietro Sighel si sfoga sui biglietti delle Olimpiadi di Milano-Cortina: “Neanche uno alle famiglie”

Pietro Sighel è uno degli azzurri più attesi ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina. Pur non essendo ancora un volto noto al grande pubblico, nel tempo il pattinatore trentino è diventato una figura centrale degli sport invernali italiani.
Con l’avvicinarsi dell’Olimpiade di casa, che prenderà il via tra pochi giorni, Sighel ha deciso di esprimere apertamente il proprio malumore, lanciando uno sfogo che ha acceso il dibattito in merito ai biglietti della manifestazione.

Lo sfogo di Sighel: "Non ci daranno nemmeno due biglietti da regalare ai nostri genitori"
Tutto nasce da un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, nella quale l’azzurro non ha nascosto la sua amarezza per alcune scelte legate all’evento olimpico: “Non credo che possano aiutare il nostro sport a conquistare popolarità, so che si tratta di una disciplina di nicchia, non mainstream ma speravo che un’Olimpiade in casa, a Milani e visti i recenti risultati, potesse muovere più interessi e più seguito. Non ci daranno nemmeno due biglietti da regalare ai nostri genitori. E considerando che uno decente costa 450 euro e che le nostre sessioni sono 6, aggiungendoci le spese per vitto alloggio e spostamenti, il conto è presto fatto”.

La polemica sui prezzi dei tifosi e la risposta di Sighel: "Assurdo"
Le parole di Sighel hanno rapidamente superato i confini dei quotidiani sportivi, approdando sui social e alimentando una discussione accesa sui costi dei biglietti per Milano-Cortina. Molti tifosi si sono riconosciuti nelle sue critiche: “Prezzi folli, sarei andato molto volentieri. Pensavo anche di pagare abbastanza ma si è superato proprio il limite. Capisco che vengono da ogni parte del mondo però un minimo di criterio e di passo con i tempi”, ha scritto un utente.
La replica del pattinatore non si è fatta attendere: “Purtroppo hai ragione. Pensa che ci saranno atleti con le Olimpiadi in casa senza la famiglia sulle tribune per questo motivo, assurdo”. Sighel è così diventato il volto di una protesta più ampia, ribadendo il concetto anche in altri interventi: “Lo short track sono 6 giornate da 450 euro se non vuoi andare in piccionaia”.
Uno sfogo che ha dato voce a un malcontento diffuso e che ha riacceso il confronto sul rapporto tra Olimpiadi, pubblico e accessibilità.