Perché Kamila Sellier e altre atlete di short track non proteggono il viso con la visiera anti-lama

L'incidente che ha coinvolto Kamila Sellier nella gara 1500 di short track donne alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 ha fatto rabbrividire tutto il pubblico presente. L'atleta polacca era immobilizzata con un collarino per poi essere trasportata in ospedale dopo aver rischiato di perdere l'occhio a causa di una caduta sulla pista di ghiaccio. Un colpo all'orbita sinistra e lieve ferita sulla guancia con tanto di impatto con la testa sul suolo causato dalla lama dei pattini dell'americana Santos-Griswold. Un incidente terribile che ha fatto temere il peggio.
E pensare che però quel taglio poteva anche essere evitato se solo la Sellier avesse protetto il viso con la visiera anti-lama. Si tratta di una sorta di visiera protettiva diversa da quella che solitamente vediamo indossare dalle altre atlete, come la Sellier ma anche Arianna Fontana, che protegge solo gli occhi. Una sorta di maschera trasparente che copre completamente il viso e che solo l'Olanda, e forse qualche altra atleta, mette sistematicamente durante le gare. I motivi del perché non venga indossata anche dalle altre partecipanti alla gara sono molteplici e di certo non c'è un obbligo da regolamento.
I rischi di indossare la maschera che protegge interamente tutto il viso
Negli anni c'è da dire che la sicurezza ha fatto passi da gigante nello short track anche se la protezione totale del viso con una sorta di grata o visiera integrale come nell'hockey, non è stata resa obbligatoria soprattutto per ragioni legate alla visibilità periferica e dinamica di gara. Gli atleti, che corrono a circa 50 km/h, hanno bisogno di una visione periferica perfetta gareggiando in spazi ridottissimi. Questo soprattutto per sentire e vedere gli avversari che cercano di sorpassare sia all'interno che all'esterno della pista. Di fatto una visiera integrale o una maschera, come quella indossata dall'atleta olandese di short track, Michelle Velzeboer, potrebbe causare piccole distorsioni ottiche o limitare il campo visivo laterale.
Si tratta chiaramente anche di una questione di abitudine o di allenamento in questo caso per l'olandese che nel tempo avrà imparato a gestire gli spazi in maniera diversa indossando quella particolare maschera. Molte atlete evidentemente diffidano da indossare quel tipo di visiera che copre interamente il viso anche per via dell'aerazione e dunque il rischio che in gara si possa appannare facilmente a causa del respiro, specie in un ambiente freddo e umido come le piste da ghiaccio.

Come si evince dalle immagini però la visiera dell'atleta olandese è caratterizzata da diversi fori che consentono all'aria di uscire e non restare all'interno proprio per evitare che si possa appannare. Ci sono dunque diversi fattori che portano alcune atlete a diffidare di quella visiera, anche per una questione fisica, di peso (la maschera deve essere leggerissima ndr). Sta di fatto che nello short track, il pericolo principale non sono i "dischi" o le "palline" (come nell'hockey o nel baseball), ma le lame dei pattini. Proprio come accaduto a Kamila Sellier.