Perché Federico Tomasoni ha corso col sole sul casco: l’argento, le lacrime, la dedica a Matilde Lorenzi

La doppietta conquistata a Milano Cortina 2026 da Simone Deromedis e Federico Tomasoni nello skicross dello sci freestyle è stata una vittoria sperata ma non scontata per i colori azzurri, con i due nostri atletiche hanno sovvertito pronostici e gerarchie con una finale perfetta con oro e argento. Per Tomasoni anche l'occasione per dedicare la conquista del secondo gradino del podio a Matilde Lorenzi, la fidanzata sciatrice scomparsa nell'ottobre 2024 durante un allenamento. Che ha voluto portare con sé anche in pista indossando un casco con un sole splendente, per poi commuoversi al momento della premiazione e scoppiando in lacrime ai microfoni post gara: "E' per lei… le favole esistono".

Una doppia medaglia, una doppia gioia per i colori azzurri arrivata in modo inaspettato e quindi ancor più incredibile quando Deromedis ha tenuto in testa la finale sin dal primo salto e con Tomasoni che ha preso l'argento in fotofinish, per pochi centimetri. Raccontando anche un nuovo capitolo della storia azzurra alle Olimpiadi, centrando la sesta "doppietta" dell’Italia ai Giochi: per 5 volte in passato gli azzurri avevano monopolizzato i primi due gradini del podio, a iniziare dal 1956 nel bob a 2, per passare allo sci alpino negli anni 70 e nei 90, fino all'ultima conquistata nel 2002 nel fondo.
Federico Tomasoni e il sole sul casco per Matilde Lorenzi
Ma per Federico Tomasoni in particolare, l'occasione anche per riprendersi per un attimo ciò che il triste destino gli ha strappato via nell'ottobre 2024 quando, per un tragico incidente durante una sessione di allenamento, Matilde Lorenzi, sua fidanzata, aveva perso la vita. Una presenza da cui Tomasoni non si era mai voluto separare, portandola con sé anche a Milano Cortina, celebrandola con un casco su cui ha campeggiato un sole splendente a ricordo proprio della fidanzata.
Tomasoni: "Le favole esistono, con lei sul casco e il cuore nelle gambe"
Federico Tomasoni ha poi ricordato Matilde sul podio e nelle interviste successive, sciogliendosi in un pianto liberatorio ai microfoni dopo aver alzato la medaglia e lo sguardo al cielo nel momento dell'Inno di Mameli: "Le favole esistono, ma va oltre l’immaginato, anche se l'ho immaginato. Ho voluto portare il ricordo di Matilde sul casco, un qualcosa in più con il cuore nelle gambe fino alla fine. Ci vorrà un bel po’ di tempo per realizzare questo momento" ha spiegato Tomasoni. "Ho provato nelle scorse settimane ad immaginare questo momento, sapevo sarebbe stato un sogno e l’abbiamo realizzato in due. Questa medaglia ovviamente è anche per Matilde… e basta"