Makiko Arai taglia il traguardo camminando e senza sci, ma si qualifica: cosa dice il regolamento

Makiko Arai ha regalato una delle scene più iconiche di queste Olimpiadi invernali di Milano Cortina. L'atleta giapponese è arrivata al traguardo senza sci, ma letteralmente a piedi. Raramente si è visto qualcosa del genere durante una gara di sci, e soprattutto ai Giochi. Dopo aver perso infatti gli attrezzi non ha potuto fare altro che camminare fino alla fine della sua sessione. Questo non le ha impedito però di partecipare agli ottavi di finale, senza essere squalificata.
Perché Makiko Arai ha finito la gara di Ski Cross a piedi senza sci
La nipponica stava gareggiando nella prova valida per le qualificazioni dello Ski Cross. Nella fase finale della sua sessione però dopo essersi sbilanciata per un atterraggio brusco su un dosso, Makiko ha colpito violentemente la pista. Prima ha perso uno sci e poi l'altro, fortunatamente senza riportare danni. Rialzatasi, Arai ha mestamente camminato fino al traguardo, solo con gli scarponi tecnici tra gli applausi del pubblico presente che ci ha scherzato su.
Cosa è successo dopo l'incidente
Nonostante il suo piglio, Makiko Arai ha chiuso con un DNF, ovvero con un "Did Not Finish": nel regolamento questo vuol dire che la sua gara è stata considerata non conclusa. Gli atleti infatti devono terminare la loro gara con gli sci attaccati agli scarponi. Nonostante questo incidente però, l'atleta giapponese ha potuto partecipare ai successivi ottavi di finale.
Perché non è stata squalificata
Questo perché in realtà lei stava prendendo parte non a una vera e propria gara di qualificazione, ma a un seeding round utile per stabilire i tempi di partenza nel tabellone successivo. Tutte le atlete avrebbero comunque preso parte poi agli ottavi, con le batterie da 4 sciatrici ciascuna. Nessuna eliminazione, ma solo una penalità per quanto accaduto con l'ultimo posto nel tabellone degli ottavi di finale, inserita nella batteria sulla carta più difficile con le atlete che hanno fatto registrare il miglior tempo. Nel frattempo quanto accaduto ha riacceso il dibattito sulla sicurezza della pista dello Snow Park-Cross, considerata troppo lenta e con dislivelli ritenuti insufficienti.