L’ex oro olimpico Silvio Fauner rabbioso prima di Milano Cortina: “Ci hanno preferito l’Uomo Gatto”

"Rabbia e amarezza" sono i due sentimenti che da giorni albergano nel cuore e nell'anima di Silvio Fauner, un monumento dello sci di fondo e dello sport italiano. E a sentire il 57enne oro olimpico (staffetta a Lillehammer 1994) e mondiale (50 km a Thunder Bay 1995), sono molti altri grandi fondisti azzurri a non capire né accettare la scelta di escluderli completamente dalle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, che inizieranno a inizio febbraio. "Non siamo stati coinvolti minimamente in nessuna iniziativa per l'Olimpiade invernale nel nostro Paese. Né tedofori, né ambassador, nessun ruolo. Nulla", spiega Fauner. Una polemica che è già stata sollevata anche da altri grandi campioni degli sport invernali azzurri, come Kristian Ghedina (che poi ha parzialmente ritrattato). "Hanno preferito gente dello spettacolo come l'Uomo Gatto, cantanti che non incarnano certo le discipline olimpiche", continua l'amareggiato Silvio nominando uno dei tedofori non provenienti dal mondo dello sport.
Perché l'Uomo Gatto è stato scelto come tedoforo delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026
Il riferimento è a Gabriele Sbattella, qualche anno fa diventato personaggio notissimo col soprannome di ‘Uomo Gatto' durante la sua partecipazione al seguitissimo quiz musicale ‘Sarabanda', condotto da Enrico Papi. Oggi Sbattella è lontano dal mondo dello spettacolo, vive con la moglie a Porto San Giorgio nelle Marche, dove è tuttora molto noto. Ed è proprio per il principio della ‘territorialità', in base al quale l'organizzazione ha scelto come tedofori persone – non necessariamente sportive – residenti nelle zone toccate dal percorso della torcia in ossequio alle comunità locali, che l'Uomo Gatto è stato aggiunto all'elenco di personaggi provenienti dal mondo dello spettacolo o anche influencer noti sul web.

La rabbia di Silvio Fauner: "È una vergogna, mi aspetto delle scuse. Abbiamo fatto qualcosa o no per lo sport italiano?"
Lo sfogo di Fauner alla ‘Gazzetta dello Sport' è articolato e fa capire quanto dolore gli provochi la vicenda: "Non c'è rispetto per noi campioni, la considero un'offesa incredibile, o come dice la mia compagna Monica, ‘una vergogna'. Rappresento 10 atleti che hanno conquistato 35 medaglie olimpiche, a cominciare dalle due staffette d'oro del 1994 e del 2006, Gabriella Paruzzi, Sabina Valbusa, Bice Vanzetta. Siamo tutti convinti che il Coni abbia preferenze, faccia distinzioni tra discipline invernali ed estive. Non devo essere io a protestare, mi aspetto piuttosto delle scuse. Dovrebbe essere una cosa automatica pensare a noi, non solo da parte del Coni, ma anche della Fisi, che non tutela ciò che hanno fatto i suoi ex atleti e della Fondazione Milano Cortina. Ho sentito Lara Magoni, mi dicono che il responsabile della torcia olimpica abbia detto ‘Io non conosco queste persone', riferendosi a noi…".

Il fondista di San Pietro di Cadore, che in bacheca ha anche due argenti e due bronzi olimpici, ha tanti dubbi (per usare un eufemismo) sulla procedura di scelta dei tedofori di Milano Cortina: "Una mia vicina di casa e cugina di Lisa Vittozzi si trovava a Firenze, ha chiesto a un tedoforo chi fosse per farsi un selfie e lui le ha risposto, ‘Faccio il tedoforo perché papà conosce certi sponsor'. Chi dovrebbe promuovere gli sport d'inverno se non i campioni d'inverno? E invece siamo stati snobbati. Ho sentito Marco Albarello, Giorgio Vanzetta, Maurilio De Zolt, Giorgio Di Centa, Cristian Zorzi, Pietro Piller Cottrer, Gabriella Paruzzi. Siamo tutti incavolati. Abbiamo fatto qualcosa o no per lo sport italiano? Ma al momento giusto tutti si dimenticano di noi".