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Olimpiadi Invernali 2026

Le Paralimpiadi di Milano Cortina sono oramai un caso: anche la Germania boicotta la Cerimonia d’Apertura

A distanza di poche ore dall’Apertura ufficiale dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina, la Germania si è unita alle altre 10 Nazioni che hanno deciso di non presenziare alla Cerimonia di Verona. Una escalation di proteste che non accenna a frenarsi dopo la scelta di aver permesso ad atleti russi e bielorussi di potervi partecipare con le proprie bandiere e inni nazionali.
A cura di Alessio Pediglieri
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Le Paralimpiadi non sono ancora iniziate e sono già diventate un "caso" internazionale. Così, la Cerimonia d'apertura prevista per venerdì 6 marzo all'Arena di Verona è diventata il teatro perfetto per manifestare polemiche, provvedere a boicottaggi e annunciare rifiuti. Il tutto per la decisione di riammettere ai Giochi paralimpici di Milano Cortina anche gli atleti russi e bielorussi con le rispettive bandiere nazionali e inni. Una scelta compiuta del Comitato Paralimpico Internazionale e osteggiata da più parti con tantissimi Paesi che hanno manifestato il proprio dissenso, ribadendolo con i fatti: non presenziando con le proprie delegazioni all'evento di Verona.

Se fosse una squadra di calcio, sarebbe stato raggiunto il numero perfetto per schierare la formazione titolare. E quella dei "Paesi dissidenti" si è completata nelle ultime ore con l'adesione ufficiale anche da parte della Germania: sono infatti salite a undici le Nazioni che hanno confermato  la propria assenza all'apertura dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina. La scelta di consentire a Russia e Bielorussia, a differenza delle Olimpiadi appena concluse, di gareggiare con le proprie bandiere e inni nazionali ha provocato una reazione a catena, da parte di alcune delle altre nazioni partecipanti. Dopo il "no" di Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Polonia, Paesi Bassi e Ucraina si è aggiunta anche la Germania a pochissime ore dall'apertura dei Giochi Paralimpici.

Il duro comunicato tedesco: "Massima solidarietà alla delegazione ucraina"

"Abbiamo deciso che la squadra paralimpica tedesca non parteciperà alla sfilata delle nazioni durante la cerimonia di apertura di Verona". Così si apre la nota ufficiale della Federazione paralimpica tedesca, che conclude confermando l'incondizionato appoggio all'Ucraina: "Questa decisione mira a focalizzare l'attenzione sulle prossime competizioni ed esprimere rispettosamente la nostra solidarietà alla delegazione ucraina". La decisione di permettere a un numero ristretto di atleti russi e bielorussi di partecipare ai Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 con i propri inni e bandiere era stata ufficializzata dal Comitato Paralimpico Internazionale lo scorso 17 febbraio e da allora ad oggi è stato un susseguirsi di polemiche.

La svolta ufficiale è arrivata direttamente dall'International Paralympic Committee attraverso le cosiddette "wildcard" ad un totale di 10 atleti, 6 russi e 4 bielorussi, che gareggeranno non più come atleti neutrali, come era accaduti ai Giochi appena conclusi. Una scelta che ha trovato l'immediato parere contrario di molte federazioni internazionali, che avevano mantenuto il bando, malgrado una sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport avesse aperto la strada alla partecipazione effettiva di questi atleti. Così i problemi attuali, malgrado il disperato tentativo di tamponare la situazione con la sostituzione dei portabandiera nazionali.

Tutte le forme di protesta: dal boicottaggio della diretta TV all'assenza della Commissione Europea

A fronte della delicatissima attuale situazione, saranno inscenate altre manifestazioni di dissenso, a latere della Cerimonia. Alcune emittenti internazionali, tra cui la stessa televisione pubblica tedesca, non trasmetteranno in diretta la Cerimonia di Apertura dall'Arena di Verona. Oltre alle 11 Nazioni assenti alla Cerimonia, mancherà anche la delegazione istituzionale della Commissione Europea, in totale dissenso con la scelta del Comitato Paralimpico Internazionale.

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