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Il video sui medici italiani della sorella di Lindsey Vonn fa discutere: “Non intasate i pronto soccorso”

Il video Instagram di Karin Kildow, sorella di Lindsey Vonn, sui medici italiani del Ca’ Foncello di Treviso diventa virale e fa discutere tra ironia, privacy e repliche dei sanitari.
A cura di Michele Mazzeo
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Il video pubblicato su Instagram da Karin Kildow, sorella di Lindsey Vonn, durante il ricovero della campionessa Usa all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, ha acceso un dibattito che va oltre la semplice ironia social. Il post, nato mentre Vonn era ricoverata dopo il grave infortunio alle Olimpiadi di Milano-Cortina, è diventato virale tra like, commenti divertiti, critiche e domande.

La frase che ha fatto il giro del web è quella con cui Karin accompagna il reel: "Cancellate le app di incontri! Andate nei pronto soccorso italiani!". Nel video compaiono volti di medici e infermieri ripresi in corsia, con un tono leggero che molti utenti hanno letto come un modo per sdrammatizzare e per ringraziare il personale sanitario. Nei commenti, infatti, oltre alle battute sull'avvenenza dei sanitari, diversi utenti hanno sottolineato la professionalità ricevuta e il valore del Servizio sanitario nazionale.

Proprio qui, però, si apre il punto più delicato. Accanto alle risate, sono emerse riflessioni sulla privacy del personale ripreso e sull'opportunità di girare contenuti in reparti ad alta intensità di cura. Una discussione rafforzata dal richiamo del primario di Anestesia e Rianimazione, Paolo Zanatta, che avrebbe chiarito la questione con l'ex sciatrice: "Queste cose qui non si fanno. È vietato fare video, e metterli sui social, come ha fatto sua sorella" ha infatti detto a La Repubblica. Secondo quanto riportato, Vonn si sarebbe poi scusata mostrando dispiacere.

Anche tra i medici il messaggio è stato letto in modo non univoco: c'è chi l'ha presa con ironia e chi ha ricordato che in ospedale si stava semplicemente facendo il proprio lavoro. Il punto, per molti, è evitare che l'attenzione si fermi solo all'estetica. Non a caso, tra i commenti più ricorrenti c'è un concetto semplice: "Siamo belli ma siamo anche bravi".

Sul fronte istituzionale, invece, la linea è stata più morbida. Francesco Benazzi, direttore generale dell'Ulss 2 Marca Trevigiana, ha detto al Corriere del Veneto di aver apprezzato il post di Karin Kildow, spiegando che nell'ospedale trevigiano lavorano molti giovani specialisti e specializzandi. Nella stessa intervista, Benazzi ha aggiunto con tono ironico che quelli ripresi nel video sono "bei ragazzi" e ha collegato l'episodio al tema dell'umanizzazione delle cure, cioè all'importanza di far sentire accolto il paziente in un momento di paura.

Sulla vicenda è poi intervenuto anche Alessandro Riccardi, presidente della Società di Medicina d'urgenza, con parole dette a LaPresse che tengono insieme apprezzamento e messaggio pubblico: "Siamo davvero felici che la sorella di Lindsey Vonn abbia segnalato la bellezza nei nostri pronto soccorso. Ma siamo ancora più orgogliosi che Lindsey abbia riconosciuto la competenza dell'emergenza-urgenza e del nostro Servizio sanitario nazionale". Poi la battuta finale, diventata a sua volta simbolica: "Adesso che il fascino dei nostri operatori è stato svelato, non intasate il nostro pronto soccorso. Incontriamoci quando c'è davvero bisogno".

È questo il punto che resta: un contenuto "divertente" che ha acceso una discussione vera su sanità pubblica, rispetto dei luoghi di cura e doppio standard nel giudicare certi comportamenti sui social.

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