I proprietari di Nazgul, il cane virale alle Olimpiadi: “Quando lo abbiamo visto è salito il panico”

Nazgul è il nome del Cane Lupo Cecoslovacco che il 18 febbraio ha fatto irruzione durante una gara di sci di fondo femminile alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026: con uno sprint finale ha tagliato il traguardo insieme alle atlete ed è diventato una star del web. I suoi proprietari, Alice ed Enrico, hanno raccontato a Fanpage.it i retroscena della vicenda.
"Nazgul è il nome dei Cavalieri Neri del Signore degli Anelli che rincorrono Frodo. Devo dire che con quello che è successo la scelta [del nome, ndr] è stata azzeccata. Il commento più bello è stato che, essendo un Nazgul, ha confuso i cerchi olimpici con l'anello del potere, perché i Nazgul sono a caccia dell'anello del potere", spiega Enrico sorridendo della vicenda.
La prima reazione, però, è stata l'incredulità: quando sono arrivati i messaggi e le chiamate di amici e parenti "ci siamo detti che era impossibile che fosse lui, perché era chiuso dentro casa". Quella mattina, infatti, i proprietari di Nazgul erano andati a vedere il biathlon ad Anterselva e,"visto che i cani non sono ammessi alle Olimpiadi, abbiamo dovuto lasciare Nazgul a casa".
La conferma che fosse il loro cane arriva quando Alice ed Enrico vedono l'immagine del fotofinish che ha fatto il giro del web: "Lì abbiamo riconosciuto le sfumature del suo pelo e ci è salito un po' il panico. Eravamo a quasi tre ore di distanza e comunque si tratta di un cane che, per quanto ben istruito, può essere imprevedibile perché è una razza particolare (un Cane Lupo Cecoslovacco, ndr)".
La loro abitazione si trova a circa 300 metri dall'ingresso degli spettatori e a circa 500 metri dallo stadio del fondo di Tesero: sono posti che Nazgul conosce bene perché spesso i suoi proprietari lo portano lì per una passeggiata. "Probabilmente era venuto a cercarci", ci raccontano.

Sia Alice che Enrico praticavano sci da fondo, quindi il primo pensiero è andato alle atlete: "La prima cosa che ci ha fatto preoccupare è che potevano spaventarsi. Poteva creare disagio anche all'organizzazione delle Olimpiadi".
Fortunatamente, invece, è andato tutto bene e Nazgul è diventato una sorta di mascotte olimpica: "Dobbiamo fare i complimenti a tutte le persone che c'erano lì allo stadio, a partire dagli atleti che non si sono agitati minimamente, hanno fatto come se lui non ci fosse. Complimenti anche all'organizzazione e al direttore di gara che ha saputo intervenire subito".