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Olimpiadi Invernali 2026

Giovanni Franzoni, con Matteo Franzoso dentro di sé, oggi è diventato quello che tutti aspettavano

Giovanni Franzoni vince l’argento olimpico sulla Stelvio e lo fa anche per “l’altro Franz”, Matteo Franzoso, scomparso a settembre scorso.
A cura di Jvan Sica
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Se doveva essere passaggio di testimone per il nostro sci al maschile, oggi Bormio ha sancito questo salto nel futuro, con il passato ancora presente, che ha finalmente raggiunto un altro suo grande obiettivo. Stiamo parlando di Dominik Paris, bronzo nella Discesa libera maschile di Milano-Cortina 2026, sua prima medaglia olimpica dopo aver vinto ovunque (sei volte solo sulla Stelvio), che passa il testimone a Giovanni Franzoni, secondo, a solo 20 centesimi dal vincitore, Franjo von Allmen, svizzero, capace di una gara straordinaria.

Giovanni Franzoni non viene dal nulla, anche se a inizio anno scendeva nelle retrovie, con il pettorale intorno al numero 40 ed era ancora solo un progetto di buon discesista. La prima vera volta che almeno gli addetti ai lavori e gli appassionati si accorgono di lui è ai Mondiali juniores di Bansko 2021, quando vince il Supergigante ed è secondo in Slalom gigante, per poi vincere l'oro in Discesa libera e il bronzo in SuperG sempre ai Mondiali juniores dell'anno successivo a Panorama. Insomma Franzoni era un grande prospetto e un enorme talento ma c'erano dei muri da scalare per arrivare a questo argento.

Il primo è crescere, fisicamente e atleticamente, oggi lo sci chiede una potenza elastica fuori dal comune e lo si è visto oggi: reggere le difficoltà della Stelvio era da supereroi, i muscoli negli ultimi metri per tutti erano scoppiati, chi teneva poteva dire la sua. Giovanni Franzoni negli ultimi due anni è diventato un atleta meraviglioso, forte, potente, ma allo stesso tempo dinamico e leggero. L'altro muro da superare era quello tecnico.

La Swiss Air Force, con Marco Odermatt al comando, seguito da Franjo von Allmen e Alexis Monney aveva imposto una nuova dimensione nelle gare veloci. Sulle tracce del grande svizzero del recente passato, Beat Fuez, i nuovi jet rossocrociati facevano linee meravigliose in pista, degne di gigantisti di altissimo livello, come è appunto Odermatt, il più bravo di tutti. La genìa tecnica che aveva fatto nascere appunto Feuz e Paris non bastava più, serviva diventare sciatori differenti per poter competere con gli svizzeri. Giovanni Franzoni ci è riuscito e oggi nella seconda parte della discesa olimpica, con quelle curve tirate come un grande gigantista ha fatto la differenza.

Davanti a questi due muri enormi Giovanni Franzoni non si è accontentato del suo talento e dell’idea che il futuro sarebbe prima o poi arrivato a prenderlo, si è gettato in avanti per andargli incontro e quest’anno con le vittorie a Wengen e Kitzbühel, a cui ha aggiunto (per adesso) un argento olimpico sulla Stelvio, il futuro per lui e per l’Italia dello sci è un presente tutto da gustare. Cosa è cambiato in questa stagione per Franzoni? Si cresce sotto tutti i punti di vista quando hai 24 anni, inizi a capire meglio quello che fanno gli altri quando partecipi alle stesse gare (brava la Federazione a non tenerlo troppo nella sala d’attesa della Coppa Europa), si ascoltano dal vivo le parole di uno come Dominik Paris, il nostro campione dell’ultimo decennio.

Stare nel mare con i pesci veloci ti insegna a nuotare come gli altri, se non meglio, ma anche un’altra spinta è stata decisiva per Franzoni. Spesso lo ricorda lui stesso. La morte di Matteo Franzoso il 15 settembre scorso durante un allenamento non è un fatto che costeggia la vita del nostro argento olimpico, è un fatto decisivo. Da quel momento in avanti correre con un amico nel cuore e nelle gambe è stato determinante per la voglia di vincere di Franzoni.

Con Matteo dentro, Giovanni ha deciso di diventare quello che tutti aspettavano, senza tirarsi indietro, né dubitare. I nostri due “Franz” oggi sono insieme sul podio e non c'è cosa più bella che vedere il futuro del nostro sci vincere un argento olimpico anche grazie al suo amico. Aristotele diceva che “l’amicizia è una sola anima che abita in due corpi”, ma in questo caso sono due anime in un corpo solo, che in questo modo va ancora più veloce sugli sci e fa felice tutti.

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