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La campionessa paralimpica: “La decisione di amputarmi la gamba è stata la migliore della mia vita”

Alice Tai è una campionessa britannica di nuoto paralimpico: nel 2022 il dolore cronico l’ha costretta all’amputazione di una gamba. È stato un punto di ripartenza della sua vita, che l’ha portata a vincere ancora.
A cura di Paolo Fiorenza
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Alice Tai è nata con il piede destro torto 25 anni fa, una condizione congenita che l'ha costretta a subire ben 14 operazioni correttive nei primi 12 anni di vita, rimanendo bloccata a lungo sulla sedia a rotelle. Ma la passione per il nuoto era più forte di tutto e così già a 8 anni ha iniziato ad andare in piscina, poi a 12 è stata inserita nella categoria S10 così da poter gareggiare anche in competizioni internazionali per atleti con disabilità. Ma il destino aveva in serbo per lei un nuovo grosso problema, che le avrebbe imposto di dover ripartire da zero nel nuoto, ma soprattutto di dover rinunciare ad una gamba. Il dolore cronico per la sua malformazione era infatti diventato insopportabile e solo un nuovo intervento chirurgico avrebbe potuto darle sollievo: ebbene, Alice non solo è riuscita a tornare a nuotare, ma anche a vincere, ed oggi dice: "La decisione di amputarmi una gamba è stata la migliore della mia vita".

Quando la nuotatrice inglese venne a conoscenza della data del suo intervento di amputazione all'inizio del 2022, organizzò una festa a tema "ciao ciao gamba" per amici e familiari. La Tai si era decisa a farsi rimuovere l'arto inferiore destro per consentirle di tornare a vivere una quotidianità più serena. Ad appena 6 mesi da quell'operazione, dalla successiva riabilitazione, dal necessario apprendimento di un nuovo modo di nuotare, Alice vinse a luglio di quell'anno la medaglia d'oro ai Giochi del Commonwealth di Birmingham nei 100 dorso.

Alice Tai dopo aver vinto l'oro ai Giochi del Commonwealth nel 2022
Alice Tai dopo aver vinto l'oro ai Giochi del Commonwealth nel 2022

Oggi, in vista dei campionati britannici della prossima settimana, dove gareggerà in cinque eventi che fungeranno da prove per le Paralimpiadi estive di Parigi, Alice – protagonista di un documentario di Channel 4 – dice che ci sono ancora giorni difficili da affrontare, ma vuole far passare il messaggio che una disabilità non deve necessariamente definire la qualità della vita di una persona: "Ho vissuto con dolore cronico da quando ho memoria. Ho subìto il mio primo intervento chirurgico alla 20sima settimana di vita".

E da allora ne sono seguiti più di 20 fino ad oggi: "Lo scenario peggiore dopo l'amputazione sarebbe stato che sarei rimasta con le stampelle per il resto della mia vita. Ma quella era la posizione in cui mi trovavo prima dell'amputazione, quindi ho pensato: Non ho niente da perdere, davvero". Ad un certo punto del documentario, Alice dice: "Sono andata in ospedale e sono tornata senza gamba". Riassume perfettamente il suo approccio positivo alla vita, che la renda amatissima Oltremanica.

Alice è nata 25 anni fa: si sta allenando per le prossime Paralimpiadi di Parigi
Alice è nata 25 anni fa: si sta allenando per le prossime Paralimpiadi di Parigi

Dopo l'operazione, la Tai non è stata più in grado di allenarsi con la stessa intensità a causa del maggiore rischio di infortuni. Ha dovuto imparare di nuovo a nuotare ed eseguire le virate tra una vasca e l'altra, il che ha richiesto un po' di tempo per abituarsi: "Il piede destro era solo un peso morto nell’acqua. Ma non averlo ha causato uno squilibrio". Anche adesso le sue partenze dai blocchi richiedono lavoro: "Non sono buone, stiamo cercando di sistemarlo, ma abbiamo pochi mesi. Non sono dove ero nel 2019 (quando vinse sei ori ai campionati mondiali a Londra, ndr), ma sto imparando ad essere più efficiente".

Alice è fiduciosa di fare bene ai prossimi campionati britannici che andranno in scena al London Aquatics Centre, con una motivazione supplementare: riuscirci per il nonno, recentemente scomparso, e per la nonna, che guarderà da casa. "L’ultima volta che ho gareggiato qui erano a bordo piscina, quindi questo è per loro. Erano i miei più grandi sostenitori, hanno finanziato i miei sogni coi loro soldi", ha raccontato.

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