Il Salone dell'Auto di Ginevra nel 2021 non aprirà mai battenti. Dopo l'annullamento dell'edizione 2020 salta anche la prossima – complice la rinuncia all'adesione della maggior parte degli espositori – e non è chiaro nemmeno se vedrà la luce quella del 2022. Lo ha deciso la Fondazione organizzatrice, che ha anche decretato di non accettare il prestito dello Stato di Ginevra. "La vendita di GIMS a Palexpo SA – si legge nella nota ufficiale – è la soluzione da preferire". È quanto emerso nei giorni scorsi preparando il terreno alla decisione comunicata nelle ultime ore. Era stato il direttore, Sandro Mesquita, a ribadire come l'appuntamento del 2021, auspicato in cambio di un finanziamento di 16.8 milioni di euro, non fosse fattibile.

Trovare una soluzione economica entro settembre per evitare il rischio di fallimento è l'unica strada percorribile nella speranza che l'arrivo di possibili nuovi investitori portino capitali come ossigeno. La crisi economica provocata dall'impatto devastante della pandemia da coronavirus ha colpito anche le Case automobilistiche. Al momento la priorità non è partecipare alle fiere (lo ha dichiarato il 73% dei marchi, secondo un sondaggio di Auto Suisse – l'associazione degli importatori ufficiali di autovetture) ma trovare un sistema per quadrare i conti e una strategia per invertire la tendenza.

Undici milioni di franchi è la perdita stimata rispetto alla cancellazione dell'evento che avrebbe dovuto svolgersi dal 5 al 15 marzo scorso. Impossibile farlo alla luce del lockdown, delle misure di sicurezza e di contenimento dei contagi messe in atto dai differenti Paesi in Europa e nel mondo. Impossibile anche immaginarlo per il futuro prossimo perché, come spiegato dagli organizzatori, "non c'è alcuna certezza di poter allestire la prossima primavera un evento che attrae più di 600 mila persone nell’attuale situazione sanitaria".