Sainz svela la sua paura nella nuova F1: “Prima o poi ci sarà un incidente terribile a 340 km/h”

"Prima o poi accadrà un incidente terribile mentre siamo a 340 km/h". La frase pronunciata da Carlos Sainz è un campanello d'allarme per la sicurezza dei piloti. Nel week-end che porta il Mondiale di Formula 1 a Suzuka, per il Gran Premio del Giappone, il driver spagnolo della Williams solleva obiezioni vero il nuovo regolamento tecnico. E definisce la soluzione della "modalità rettilineo" (straight mode) come aver messo "cerotto su cerotto" per correggere problemi già esistenti nel pacchetto normativo adottando un rimedio provvisorio. A cosa si riferisce e perché ritiene questo adattamento della FIA pericoloso? L'ex ferrarista non è affatto convinto dalle novità tecniche introdotte per compensare la minore erogazione di energia elettrica delle nuove power unit. In buona sostanza, teme che le monoposto possano prendere il volo, divenire a tal punto ingovernabili da mettere a repentaglio l'incolumità dei conducenti.
Cos'è la "modalità rettilineo" e perché Sainz la definisce rischiosa
Il nodo della questione è la notevole riduzione della "deportanza" (ovvero, la forza verticale che tiene schiacciate le vetture contro il suolo) sui rettilinei a causa dell'aerodinamica attiva delle ali anteriori e posteriori. Una condizione che Sainz ritiene potenzialmente pericolosa, più complessa e con effetti collaterali pericolosi rispetto alle intenzioni: migliorare l'efficienza e la velocità sul dritto.

"Correre con le ali aperte sui rettilinei a 340 km/h, prima o poi, porterà a un grosso incidente ad altissima velocità su piste con curve veloci inserite nei tratti rettilinei". L'opinione espressa da Sainz al termine del Gran Premio in Cina è uno sguardo buttato al futuro, a quel che potrebbe realmente accadere su tracciati caratterizzati da tornati rapidi e margini di correzione minimi.
Le insidie: "In Cina è una linea retta e va bene. Ma su altri tipi di tracciati non è una buona cosa"
Basta un piccolo errore di valutazione per provocare situazioni estremamente pericolose e fa alcuni esempi. E qui Sainz fa anche degli esempi tangibili di circuiti. "Non mi piace dover correre a tavoletta a oltre 300 km/h senza carico aerodinamico e con le ali aperte su piste come quelle di Jeddah (ma il Gp in Arabia Saudita è stato annullato a causa della guerra in Medio Oriente, ndr). In Cina è una linea retta e va bene. Ma su altri tipi di tracciati non è una buona cosa".

A complicare ulteriormente il quadro c'è anche un altro fattore: ogni team gestisce in modo autonomo quando utilizzare o recuperare energia. Una libertà strategica che potrebbe creare differenze di velocità imprevedibili tra le vetture, aumentando il rischio di situazioni pericolose per i piloti. La bocciatura è solenne: "Penso che la Straight Mode sia solo un cerotto per garantire maggiore erogazione di potenza ma a discapito nostro".