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Quartararo alla Honda sconvolge il mercato piloti della MotoGP: come cambia la griglia nel 2027

Fabio Quartararo avrebbe chiuso con Yamaha per firmare un biennale con la Honda. Un cambio che arriva alla vigilia della rivoluzione tecnica del 2027 e scuote l’intero mercato piloti.
A cura di Michele Mazzeo
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Fabio Quartararo lascerà la Yamaha dopo il 2026 per vestire i colori della Honda HRC nel biennio 2027-2028. Questa la clamorosa indiscrezione lanciata da Motorsport.com che scuote il paddock della MotoGP alla vigilia dei primi test prestagionali della nuova stagione. È la frattura di un rapporto nato nel 2019 e diventato titolo mondiale nel 2021, prima di una discesa che ha consumato pazienza e fiducia fino al punto di rottura.

Il francese saluta da ultimo campione del mondo del marchio di Iwata e con numeri pesanti che possono essere ancora ritoccati: ad oggi sono 11 vittorie, 32 podi e 21 pole position. Il 2026, a quel punto, diventa un anno-ponte: l'ultima stagione da portabandiera Yamaha e, insieme, la vigilia del nuovo ciclo che partirà nel 2027 con il regolamento del motore 850 cc. In questo quadro, la domanda vera è quanta parte avrà Quartararo nello sviluppo della moto "del futuro", mentre è già scritto che il suo futuro non sarà più lì.

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Il distacco non nasce dal nulla. Nel rinnovo annunciato nell'aprile 2024 Quartararo aveva parlato di atto di fede, convinto che investimenti e budget avrebbero riportato la M1 al livello delle migliori (si legga Ducati). L'impegno economico è arrivato, il salto prestazionale no. E nel frattempo è cambiata anche la catena di comando: l'uscita di Lin Jarvis e l'arrivo di Paolo Pavesio hanno spostato gli equilibri.

Effetto domino: Honda, Ducati, Yamaha e KTM verso la griglia 2027

Se Quartararo è il primo tassello, il secondo è chi dovrà affiancarlo in Honda. I contratti di Joan Mir e Luca Marini scadono a fine 2026 e HRC vuole prendersi tempo: da un lato verificare la motivazione di Mir, dall'altro pesare il legame costruito in questi anni da Marini con la componente giapponese, sempre più influente nelle scelte.

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Ma l'onda lunga arriva molto oltre Honda. Perché il 2027 è già oggi il vero mercato: tra i nomi che circolano con più forza c'è Pedro Acosta, con la sensazione che l'addio alla KTM a fine 2026 sia ormai la direzione naturale. Nel suo caso la porta più credibile resta Ducati, sia nel team ufficiale sia nella galassia VR46, dove avrebbe una Desmosedici di primo livello e un progetto costruito su misura.

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E Ducati, intanto, sta già definendo il proprio perno. Il rinnovo di Marc Marquez viene descritto come imminente e la linea interna è esplicita: "Rinnovare Marc è la nostra priorità, proprio come è successo con Pecco quando è stato proclamato campione del mondo. È un contratto complesso e bisogna tenere conto di molte cose. Ma noi siamo contenti di lui e viceversa, quindi troveremo una soluzione perché siamo in una buona posizione", ha detto Domenicali. Tardozzi ha aggiunto: "Una volta che sapremo se Marc deciderà di continuare o meno, allora penseremo al secondo pilota. Quello che è chiaro è che, se Marc deciderà di andarsene, allora la nostra priorità sarà quella di rinnovare Pecco".

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Dentro questa cornice si muove Pecco Bagnaia, che resta formalmente concentrato sul presente: "Sono rilassato riguardo al mio rinnovo. Voglio semplicemente iniziare bene la stagione e concentrarmi su questo. Ci sono molti piloti che stanno terminando i loro contratti, e sarà importante rimanere concentrati sul campionato". Ma il mercato non aspetta: con Quartararo in uscita, la Yamaha dovrà cercare un leader vero e il nome di Bagnaia, nelle chiacchiere di paddock, diventa automaticamente un profilo credibile per raccogliere l'eredità.

Il 2026 deve ancora cominciare. Eppure la griglia MotoGP 2027 è già il campo di battaglia. In MotoGP le rivoluzioni non partono quando cambiano le regole: partono quando i piloti capiscono in anticipo dove conviene essere quando tutto ricomincia.

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