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Perché la MotoGP sta introducendo il salario minimo per i piloti da mezzo milione di euro

La MotoGP valuta l’introduzione di un salario minimo da 500mila euro per tutti i piloti della top class dal 2027. Obiettivo: ridurre il divario tra top rider e team satellite.
A cura di Michele Mazzeo
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La MotoGP si prepara a un cambio di rotta che può incidere davvero sugli equilibri del paddock: l'introduzione di un salario minimo per i piloti della classe regina. Secondo quanto riportato da Motorsport.com, la soglia individuata è di 500mila euro annui e dovrebbe entrare in vigore dal 2027, all'interno del nuovo quadro commerciale 2027-2031.

Se confermata, la norma riguarderebbe tutti i piloti a tempo pieno, compresi i rookie che approdano in MotoGP. Un punto centrale, perché finora il divario tra i compensi nella stessa griglia è stato enorme: da una parte i campioni con ingaggi superiori ai 10 milioni di euro a stagione, dall'altra piloti con contratti molto più bassi, soprattutto nei team satellite. Ed è proprio questo squilibrio la ragione principale della misura.

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Il dato chiave è anche un altro: i 500mila euro sarebbero la base fissa, quindi senza bonus prestazione. In pratica, premi per vittorie, podi o risultati resterebbero separati e a discrezione dei team. Questo significa che il salario minimo non appiattisce gli stipendi, ma alza la soglia economica sotto cui non si può scendere.

La clausola sarebbe già inserita nella bozza del nuovo accordo commerciale in discussione tra il promotore del campionato (oggi MotoGP Sports Entertainment, ex Dorna) e le squadre. I colloqui con la MSMA (l'associazione dei costruttori) proseguono proprio in questi giorni a Buriram, sede del via della stagione.

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Il tema non nasce oggi. Da anni nel paddock si discute di una maggiore tutela economica di chi scende in pista, anche in relazione ai tentativi (mai concretizzati) di creare una associazione dei piloti capace di rappresentarne gli interessi in modo strutturato. La differenza è che ora tale questione è entrata nel testo che definirà i rapporti commerciali della nuova era.

In questo quadro, la soglia da 500mila euro avrebbe un impatto soprattutto sui contratti più bassi, senza toccare il meccanismo che continua a premiare i top rider con accordi molto più ricchi. Una misura che non elimina le differenze, ma prova a renderle meno estreme in uno sport in cui i rischi in pista restano gli stessi per tutti.

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