Olio di colza al posto del diesel per risparmiare sul pieno: perché non dovete farlo

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Con il prezzo del gasolio sopra i 2,30 euro al litro torna a circolare l’idea di riempire il serbatoio con olio di colza. In Francia alcuni automobilisti lo stanno già facendo, ma in Italia l’utilizzo può costare caro anche sul piano legale, oltre ai rischi per il motore.

Con il gasolio che costa 2,338 euro al litro sulle strade italiane e a 2,421 euro in autostrada, ogni metodo per risparmiare al distributore torna subito interessante. Uno dei più vecchi è riapparso con insistenza anche sui social, cioè comprare olio di colza al supermercato e versarlo direttamente nel serbatoio di un'auto diesel. In Francia qualcuno lo sta facendo davvero, spinto dal prezzo dell'olio alimentare molto inferiore ai circa 2,40 euro del gasolio.

È però una soluzione da non imitare. L'olio di colza può effettivamente far funzionare alcuni motori diesel, soprattutto quelli più vecchi, ed è proprio questo ad alimentarne il mito. Non ha però le caratteristiche del carburante per cui sono progettati i moderni sistemi d'iniezione, può provocare danni nel tempo al motore e in Italia usarlo come carburante senza pagare le accise previste dalla legge è illegale.

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Cosa succede al motore usando olio di colza al posto del diesel

Il problema principale è che l'olio vegetale è molto più viscoso del gasolio. Gli iniettori faticano a nebulizzarlo come previsto dal costruttore e la combustione può diventare meno efficiente. Con il passare del tempo aumentano i rischi di depositi carboniosi, incrostazioni degli iniettori, problemi alle fasce elastiche e contaminazione dell'olio lubrificante.

Sui moderni diesel common rail la questione diventa ancora più delicata. Pressioni d'iniezione elevate e tolleranze molto ridotte richiedono un carburante con caratteristiche precise. Il fatto che l'auto si avvii e percorra normalmente i primi chilometri non dice quindi molto su quello che sta accadendo all'interno del motore.

Anche aggiungere soltanto una percentuale di olio al gasolio non rende la miscela automaticamente sicura. Sistema d'iniezione, temperatura e caratteristiche del propulsore cambiano da un'auto all'altra e non esiste una percentuale di olio di colza che possa essere considerata innocua.

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In Italia usare olio di colza nel serbatoio senza pagare l'accisa è illegale

In Italia poi c'è anche una conseguenza legale. Comprare olio di colza alimentare al supermercato e utilizzarlo direttamente come carburante per un'auto non permette di evitare legalmente le accise previste per l'autotrazione.

Il Testo unico delle accise fa una distinzione tra il prodotto e l'uso che se ne fa. L'olio di colza appartiene alla voce doganale NC 1514, compresa tra i codici da 1507 a 1518 relativi agli oli e ai grassi vegetali. Finché viene venduto e utilizzato come alimento resta un prodotto alimentare. La situazione cambia quando quello stesso olio viene invece destinato ad alimentare un motore: in quel momento la legge lo considera un prodotto energetico utilizzato come carburante e lo assoggetta dunque all'accisa prevista per il carburante equivalente. Comprare una bottiglia di olio di colza al supermercato, sulla quale non è stata pagata l'accisa per autotrazione, e versarla direttamente nel serbatoio significa quindi utilizzare come carburante un prodotto sul quale quell'imposta non è stata assolta.

Le conseguenze possono essere pesanti. Per quantità inferiori a 1.000 chilogrammi, se non si paga l'accisa sul prodotto si rischia una multa tra il doppio e il decuplo dell'imposta non versata. Se si supera questa soglia la violazione può diventare un reato, con una reclusione da sei mesi a tre anni e una multa tra il doppio e il decuplo dell'accisa evasa, comunque non inferiore a 7.746 euro. Per quantità superiori a 10.000 chilogrammi la pena può arrivare da uno a cinque anni di carcere.

La normativa prevede inoltre la confisca dei prodotti utilizzati nelle violazioni e, nei casi previsti, dei mezzi impiegati. Ci sono regimi specifici in cui gli oli vegetali possono essere usati come prodotti energetici, per esempio in certi usi agricoli. Si tratta però di situazioni regolate in modo chiaro. Per essere chiari, non riguardano chi compra qualche bottiglia di olio alimentare e la versa direttamente nel serbatoio della propria auto.

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Il biodiesel di colza non è l'olio comprato al supermercato

La confusione cresce quando si guarda a ciò che succede in Francia. Lì il colza viene davvero usato per produrre carburanti. Questo è anche uno dei motivi per cui l'idea di mettere direttamente l'olio nel serbatoio può sembrare meno assurda di quanto sia.

Il B100 francese non è l’olio di colza comprato al supermercato. È un biocarburante prodotto con un processo chimico che trasforma gli oli vegetali in un combustibile con caratteristiche molto più simili a quelle del diesel e deve rispettare parametri precisi prima di poter essere utilizzato come carburante. Il suo impiego è infatti previsto esclusivamente su mezzi e motori compatibili.

Lo stesso principio vale per biodiesel e HVO. Si producono partendo da oli, grassi o altre materie prime di origine biologica, ma subiscono processi industriali che li rendono carburanti con caratteristiche definite. L'HVO, per esempio, è un diesel rinnovabile ottenuto trattando oli e grassi con idrogeno. Versare una bottiglia di olio di colza acquistata al supermercato direttamente nel serbatoio significa saltare del tutto questi passaggi.

In Europa, inoltre, una parte di biocarburante è già presente nel normale gasolio: la sigla B7 indica infatti un diesel che può contenere fino al 7% di componenti biodiesel compatibili con la norma prevista per il carburante stradale.

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Perché in Francia alcuni automobilisti lo stanno facendo davvero

Il ritorno del fenomeno è legato soprattutto al prezzo del carburante. Con il diesel arrivato attorno ai 2,40 euro al litro anche in Francia, alcuni automobilisti comprano olio di colza o recuperano oli alimentari per usarli direttamente nei vecchi diesel, contando sulla differenza di prezzo.

Il fatto che alcune automobili continuino a funzionare alimenta la leggenda metropolitana. Su un vecchio diesel con sistemi d'iniezione meno sofisticati difatti i problemi possono anche non vedersi subito. Questo però non significa che l'olio alimentare sia diventato un sostituto del gasolio.

Chi vuole usare un carburante alternativo deve verificare che sia tra quelli approvati dal costruttore per il proprio veicolo. L'olio di colza comprato al supermercato può costare meno di un litro di diesel e può persino riuscire a far muovere la macchina. Il risparmio, però, può finire molto prima del pieno successivo.

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