Valentino Rossi nel 2021 gareggerà per il Petronas Yamaha Sepang Racing Team in MotoGP. L'annuncio ufficiale è arrivato durante lo scorso GP della Catalogna, ma la firma del contratto è una questione che si è protratta per diversi mesi. Dopo l'ufficialità il boss della squadra malese Razlan Razali ha finalmente svelato i motivi di questo ritardo e ha chiarito alcuni punti in merito all'accordo stipulato con Yamaha per il passaggio nella sua squadra del nove volte campione del mondo.

"Valentino Rossi non è un pilota normale, è anche una risorsa economica – ha infatti spiegato il team principal della Petronas –. Ci sono leggi da osservare, sono coinvolte diverse parti, e questo non lo ha reso un affare facile. Ha i diritti di marchio, quindi abbiamo dovuto verificare con i nostri partner che fossero tutti protetti. E ovviamente dovevamo essere sicuri quando discutevamo del suo team tecnico".

Quest'ultimo punto infatti è stato quello che ha "complicato" maggiormente la trattativa perché Valentino Rossi avrebbe voluto portare con sé tutti i membri di vecchia data della sua squadra (compresi i fedeli meccanici Alex Briggs e Brent Stephens) mentre Petronas non era dello stesso avviso: “All'inizio avevamo una condizione: volevamo smantellare il meno possibile la struttura che avevamo costruito – ha infatti proseguito Razali –. Non volevamo che portasse con sé tutta la sua troupe, ma solo le persone chiave ed è per questo che il suo capo squadra (David Munoz, ndr), il suo coach (Idalio Gavira, ndr) e il suo ingegnere dei dati (Matteo Flamigni) verranno da noi".

Come anticipato da Fanpage.it gli ultimi dettagli sono stati così chiariti in occasione della visita dello stesso Razali e del board Petronas a Tavullia nella sede della VR46 di proprietà del Dottore tra le due gare del Motomondiale disputate a Misano: “Quando abbiamo visto la luce in fondo al tunnel – ha confermato il team principal Petronas –, la Yamaha ha dovuto preparare i contratti. Quando Valentino ha detto che voleva annunciarlo a Barcellona, ​​le cose si sono mosse un po'. È stato lo stesso per noi. Dopo Misano 2, abbiamo lavorato fino a tarda notte e l'abbiamo finito. È un contratto lungo, quattro volte più ampio di quello degli altri piloti!"

Infine, Razali ha anche spiegato perché il contratto è soltanto di un anno e non prevede una vera opzione per il 2022: "Tutti i contratti durano fino al 2021 – ha detto difatti il numero uno della squadra corse malese riferendosi all'accordo con Dorna –. Non abbiamo ancora avuto ulteriori discussioni. Quindi non possiamo fargli un'offerta. Franco (Morbidelli,ndr) ha un ‘1 + 1' con noi, con una forte opzione per il secondo anno. Il problema in questo caso è che noi non abbiamo firmato un contratto con Valentino – ha infine svelato –, ma abbiamo firmato con la Yamaha. È una situazione complicata, ma non era questo il motivo del ritardo".