Marc Marquez fa una preoccupante confessione dopo le due cadute ad Assen: “Ho avuto paura”

Due cadute nelle prove libere e le pre-qualifiche ad Assen, la prima poteva costargli cara. Marc Marquez rivive dentro di sé il venerdì che sul circuito olandese gli ha lasciato addosso strane sensazioni. Le peggiori le ha provate dopo il ruzzolone in FP1 quando è franato nella ghiaia riportando un leggero trauma al braccio sinistro. Incidente che non gli ha impedito di salire di nuovo in sella alla Ducati e piazzare un tempi strepitoso ma quel "ho avuto paura" mormorato alla fine delle sessioni spiega bene cosa ha provato.
"Ero un po' spaventato. Ho avvertito qualcosa al nervo ulnare e non sentivo più bene la mia mano sinistra. Per questo motivo mi sono tolto subito il guanto molto velocemente, per capire cosa stesse succedendo. Riuscivo a muovermi ma mi sembrava di non avere sensibilità".
Marquez fa autocritica per gli incidenti: "Un grosso errore"
Il campione spagnolo focalizza l'attenzione sul "grosso errore" commesso in occasione della prima caduta. non si nasconde né cerca attenuanti e ammette lo sbaglio di valutazione. "La prima caduta era evitabile perché la temperatura delle gomme non era quella giusta considerate le condizioni della pista. La seconda era un time attack, e lì può succedere", ha chiarito Marquez che ha fatto riferimento anche alla scelta della gomma. "Il fatto che la gomma anteriore media non funzionasse come previsto significava che giravamo con un numero molto limitato di gomme. Ho dovuto fare il giro singolo con la gomma dell'incidente di stamattina, che stava già perdendo un po' di prestazioni, e avevo fatto troppi giri per spingerla così tanto".
Le conseguenze delle due cadute: ha preso un colpo all'iguine
La fitta all'arto mancino, un colpo all'inguine e altri acciacchi gli ricordano cosa è successo e che se l'è cavata anche bene rispetto allo spavento e ai timori alimentati dalle immagini. In particolare in occasione del primo capitombolo, brutto davvero. Marquez, però, introduce un altro elemento di riflessione rispetto a quanto gli è accaduto ad Assen: le dimensioni della ghiaia.
"Non sono stati incidenti gravi, ma in entrambi i casi, in entrambe le curve, quando sono arrivato sulla ghiaia, ho preso abbastanza colpi… perché quelle che ci sono qui non sono pietruzze… ma rocce. La ghiaia è troppo grande – ha aggiunto – ed è un problema perché questo è un circuito in cui normalmente, quando si cade, si arriva a velocità molto elevata".