L’azzardo Ferrari non paga, doppietta Mercedes a Melbourne: trionfa Russell, Antonelli 2°, Leclerc sul podio

La nuova era della Formula 1 2026 si apre nel segno della Mercedes. A Melbourne la scuderia di Brackley trasforma il dominio mostrato in qualifica in una doppietta piena nel GP d'Australia: vince George Russell, davanti a Kimi Antonelli, mentre la Ferrari limita i danni con il terzo posto di Charles Leclerc. Il quadro emerso ad Albert Park conferma quello già visto al sabato: la Mercedes oggi è il riferimento, la Rossa invece deve aggrapparsi alla gara per provare a colmare il gap emerso sul giro secco.
La corsa si era però messa subito in una piega diversa. Prima ancora del via, il colpo di scena con Oscar Piastri finito a muro nel giro verso la griglia, episodio che ha tolto subito di scena una delle McLaren più attese del weekend. Poi allo spegnimento dei semafori è stata la Ferrari a dare l'impressione di poter cambiare il copione: Leclerc, scattato quarto, ha sfruttato al meglio lo spunto iniziale ed è andato in testa alla prima curva, mentre anche Lewis Hamilton ha costruito subito una partenza molto efficace risalendo nel gruppo portandosi in terza posizione. Antonelli, invece, ha pagato lo start e si è ritrovato costretto a rimontare.
La fase più bella della gara è stata proprio quella iniziale, con il duello tra Leclerc e Russell. Sorpassi e controsorpassi, favoriti dalla diversa gestione dell'energia, hanno acceso un primo stint molto movimentato e confermato che la Ferrari, almeno nel corpo a corpo, aveva qualcosa per infastidire davvero la Mercedes. Era quello il momento in cui la Rossa sembrava poter costruire l'azzardo giusto.
Il punto di svolta è arrivato con la Virtual Safety Car provocata dal ritiro di Isack Hadjar. La Mercedes ha colto subito l'occasione e ha richiamato ai box entrambi i piloti. La Ferrari, invece, ha scelto di restare fuori, prendendosi il comando della corsa con Leclerc e Hamilton. Una mossa aggressiva, l'unica davvero in grado di sparigliare le carte contro una macchina che fin lì aveva mostrato più passo. Ma quando poco dopo si è fermata la Cadillac di Valtteri Bottas, la seconda neutralizzazione non ha aiutato i ferraristi: la pit-lane è stata chiusa e la finestra utile per rientrare si è di fatto dissolta.
Lì si è spenta la vera occasione della scuderia di Maranello. Una volta riequilibrata la sequenza dei pit-stop, Russell e Antonelli si sono ripresi la gara e non l'hanno più mollata. Il britannico ha controllato senza affanni nel finale, mentre il 19enne bolognese ha completato una rimonta pesante dopo la partenza sbagliata, certificando con il secondo posto una domenica che per la Mercedes vale molto più di una semplice vittoria: è un messaggio al Mondiale.
Al Cavallino Rampante resta il podio di Leclerc e una gara che lascia sensazioni doppie. Da un lato la Rossa è stata l'unica a provare davvero a mettere pressione alla Mercedes; dall'altro, il risultato finale racconta che l'azzardo non ha pagato e che il distacco dai primi resta evidente. Anche Hamilton, quarto alle spalle del compagno, ha chiuso incollato al podio senza però trovare lo spunto per completare la rimonta interna. A Melbourne il primo verdetto è già piuttosto netto: la Mercedes apre il 2026 davanti a tutti, la Ferrari insegue e deve farlo in fretta.
Al di là del duello al vertice, il GP d'Australia 2026 ha dato anche altre indicazioni importanti. La McLaren, dopo il clamoroso incidente di Piastri ancora prima del via, si è aggrappata al campione del mondo in carica Lando Norris, quinto al traguardo ma mai realmente in corsa per il podio. Sorride invece Max Verstappen: partito dal fondo dopo il crash in qualifica, l'olandese ha chiuso sesto completando una rimonta solida, costruita con pazienza e passo gara.
Molto convincente anche il debutto di Arvid Lindblad: a soli 18 anni, il britannico della Racing Bulls ha chiuso ottavo mostrando personalità e tenuta in una gara complicata, confermando di saper reggere subito il salto in Formula 1. Davanti a lui ha fatto meglio Oliver Bearman, settimo con una Haas apparsa concreta, ordinata e ben organizzata per tutta la domenica australiana. Segnali incoraggianti anche per l'Audi, che porta a casa punti con Gabriel Bortoleto, nono al traguardo, mentre l'altra vettura di Nico Hulkenberg era finita fuori quasi subito.
Giornata più tormentata per Cadillac, che ha raccolto il quindicesimo posto con Sergio Perez ma ha perso Bottas per ritiro, episodio che ha inciso anche sulla strategia Ferrari. Male anche l'Aston Martin: Fernando Alonso si è fermato prima del traguardo, Lance Stroll ha chiuso con 15 giri di ritardo dai primi, confermando le difficoltà già emerse nel weekend e nei test. In una gara che ha esaltato la Mercedes e illuso la Ferrari, il resto del gruppo ha già iniziato a delineare una gerarchia: chi oggi è già solido, chi deve inseguire e chi, invece, è chiamato a ricostruire quasi tutto.