La FIA spiega la strana scelta di secretare il BoP nel WEC 2026: “È difficile spiegarlo alla gente”

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Nel WEC 2026 FIA e ACO non pubblicano più i dati del BoP: la scelta che ha sollevato molte polemiche spiegata a Imola prima della gara inaugurale della stagione.

Alla vigilia della 6 Ore di Imola, prima gara della stagione dopo il rinvio del round inaugurale in Qatar, il WEC 2026 si è presentato con una novità destinata a far discutere più delle prestazioni in pista: FIA e ACO (Automobile Club de l'Ouest) non pubblicheranno più le tabelle del BoP. È la svolta con cui il Mondiale Endurance sceglie di trasformare in una scatola nera il meccanismo che fin qui serviva a spiegare, almeno in parte, pesi, potenze e limiti energetici assegnati a ogni vettura.

Il Balance of Performance è infatti il sistema con cui Hypercar e LMGT3, pur essendo auto molto diverse tra loro, vengono riportate dentro una finestra prestazionale comune. In parole povere, serve a evitare una corsa tecnica ai costi che il WEC non può permettersi e a consentire a costruttori diversi di giocarsela nello stesso campionato. E su questo punto anche il regolamento 2026 non è cambiato: lo scopo del BoP resta quello di far competere nella stessa categoria vetture nate con filosofie progettuali differenti.

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La novità invece è che da quest'anno quei numeri non saranno più visibili all'esterno. A spiegare la scelta è stato il Direttore delegato responsabile delle competizioni dell'ACO, Bruno Famin, che a Imola ha chiarito la linea: "Vogliamo evitare ogni incomprensione, anche perché è difficile spiegare alla gente i dettagli e le differenze che vengono adottati per ogni vettura e le rispettive caratteristiche". Il senso del ragionamento è semplice: senza conoscere anche i parametri di omologazione da cui si parte, pubblicare soltanto il dato finale del BoP rischia, secondo FIA e ACO, di generare letture distorte.

La Federazione Internazionale insiste sul fatto che il BoP incida solo su una parte del risultato, perché poi entrano in gioco assetto, strategia, gestione di gomme e carburante, oltre al lavoro dei piloti. Il Direttore FIA degli sport in circuito, Marek Nawarecki, ha sintetizzato il problema con un altro passaggio emblematico: dire al pubblico che una macchina ha "20kg in più o in meno" può portare a "interpretazioni sbagliate", perché chi guarda non ha accesso a tutti gli elementi usati per costruire quel bilanciamento.

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Resta però aperto inevitabilmente il punto cruciale della vicenda. In un campionato in cui il BoP è da anni al centro di sospetti, proteste e discussioni, togliere trasparenza rischia di ottenere l'effetto opposto rispetto a quello dichiarato. Anche perché il regolamento 2026 già vieta a costruttori, team e piloti di cercare di influenzare il BoP o commentarne pubblicamente processo e risultati. Ora, con i dati non più pubblici, il dibattito non sparisce: semplicemente si sposta dalle cifre alle supposizioni. Ed è per questo che la scelta annunciata a Imola, più che spegnere le polemiche, rischia di accompagnare tutto il WEC 2026 come una nuova ombra sul campionato.

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