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La FIA messa in imbarazzo dalla rielezione di Ben Sulayem a presidente: l’annuncio cambia tre volte

Ben Sulayem rieletto presidente FIA senza rivali, ma la comunicazione ufficiale inciampa: il post su X viene modificato tre volte. Tra polemiche, ricorsi e accuse sulle regole elettorali.
A cura di Michele Mazzeo
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Mohammed Ben Sulayem resterà presidente della FIA per altri quattro anni. L'Assemblea Generale riunita a Tashkent, in Uzbekistan, lo ha rieletto senza sorprese: l'emiratino era l'unico candidato dopo il venir meno delle alternative nei mesi precedenti a causa di un oscuro cavillo presente nel regolamento. Un esito annunciato, che però ha messo in difficoltà la stessa Federazione nel momento di comunicarlo.

Sul profilo X ufficiale della FIA, il post con cui è stato annunciato il risultato è stato modificato tre volte nel giro di poche ore. Nella prima versione si leggeva: "A super maggioranza l'Assemblea General della FIA ha rieletto Mohammed Ben Sulayem come presidente della FIA per un secondo quadriennio". Nella seconda spariva l'aggettivo "super". E infine, nella terza e definitiva versione, il riferimento alla maggioranza veniva eliminato del tutto: "A seguito del voto dell'Assemblea Generale tenutasi a Tashkent, nella Repubblica dell'Uzbekistan, Mohammed Ben Sulayem è stato rieletto Presidente della FIA per il suo secondo mandato quadriennale".

Le prime due versioni del messaggio pubblicato dall’account ufficiale della FIA per comunicare la rielezione a presidente di Mohammed Ben Sulayem
Le prime due versioni del messaggio pubblicato dall’account ufficiale della FIA per comunicare la rielezione a presidente di Mohammed Ben Sulayem

Non una semplice gaffe di forma, ma il segnale di un imbarazzo istituzionale evidente: parlare di maggioranza quando non c'erano avversari ha reso necessario riscrivere il messaggio, fino a ridurlo a una formula neutra.

Il contesto spiega il nervosismo. La rielezione arriva dopo settimane di polemiche sulle regole elettorali e con un ricorso pendente al Tribunale di Parigi, promosso da Laura Villars, che ha ottenuto l'apertura di un'indagine destinata a entrare nel merito nei primi mesi del 2026. Proprio l'assenza di candidati alternativi, secondo i detrattori di Ben Sulayem, sarebbe l'effetto di uno statuto che rende di fatto impraticabile una sfida reale.

A Tashkent, Ben Sulayem ha incassato il voto e commentato: "Grazie a tutti i membri della FIA per aver votato in numero straordinario e per avermi accordato ancora una volta la fiducia". In calce alla nota ufficiale, quasi a rispondere alle contestazioni, la Federazione Internazionale ha sentito il bisogno di precisare: "L'elezione si è svolta in conformità con lo statuto della FIA attraverso un processo di voto solido e trasparente, che riflette i fondamenti democratici della federazione e la voce collettiva dei suoi membri a livello globale".

Parole che non hanno evitato l'effetto boomerang della comunicazione social. Un'elezione senza contendenti, celebrata con un post riscritto tre volte, è diventata così la fotografia più efficace delle tensioni politiche che accompagnano il secondo mandato di Ben Sulayem e delle difficoltà della FIA nel gestirne il racconto pubblico.

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