KTM rischia di finire i motori prima della fine della MotoGP: l’ultimo è bloccato fino a novembre
La KTM ha finalmente risolto il problema che per mesi ha tormentato i motori della RC16, ma potrebbe averlo fatto troppo tardi. Al GP di Aragon Brad Binder ha ammesso che la situazione della sua dotazione è delicata: dei sei propulsori già utilizzati, tre sono stati ritirati e prima del 19° round potrà introdurne soltanto un altro nuovo.
Il regolamento della MotoGP 2026 assegna otto motori a ogni pilota dei costruttori senza concessioni extra, ma l'ottavo può essere utilizzato soltanto dal 19° GP, la Malesia in programma dal 30 ottobre al 1° novembre. Per Binder significa affrontare ancora diversi weekend facendo durare le unità superstiti: "Non c'è garanzia di arrivare fino alla fine dell'anno" ha detto chiaramente il sudafricano. Se dovesse sforare l'allocazione, scatterebbe la partenza dalla pit lane.
KTM ha aperto e "rianimato" sette motori prima di Aragon
La crisi nasce dai ripetuti guasti della prima metà di stagione. Il più eclatante si è verificato a Barcellona, quando la RC16 di Pedro Acosta perse improvvisamente potenza in pista: Alex Marquez, che arrivava alle sue spalle, non riuscì a evitarla e la centrò violentemente, finendo coinvolto in un incidente dalle conseguenze pesanti. Un episodio che mostrò nel modo più evidente quanto il problema di affidabilità KTM fosse ormai diventato anche una questione di sicurezza.
La casa austriaca era arrivata persino a limitare il regime dei V4 per ridurre il rischio di altre rotture e, con i motori congelati e sigillati, ha dovuto chiedere agli altri costruttori il consenso per intervenire. Ottenuto il via libera, a Munderfing sono state aperte sotto supervisione FIM sette unità, sostituendo i componenti ritenuti responsabili e richiudendole per riportarle in rotazione.
Binder è il caso più critico: tre motori sono già fuori uso e uno di quelli rimasti ha lavorato in undici weekend. Pedro Acosta ne ha persi due dopo averne aperti sei; Enea Bastianini ne ha dovuto ritirare almeno uno, mentre Maverick Vinales, ad Aragon sostituito da Pol Espargaro, si trova in una situazione meno compromessa. Il problema, dunque, non ha riguardato una singola RC16.
Dalla crisi aziendale ai problemi del programma MotoGP
Il quadro tecnico arriva dopo anni complicati anche fuori dai circuiti. Alla fine del 2024 KTM AG entrò in procedura di insolvenza con debiti per circa 3 miliardi di euro. La crisi impose tagli e anche una pausa allo sviluppo della RC16 durante l'inverno, mentre sul futuro del programma MotoGP si accumulavano dubbi.
Nel 2025 l'intervento di Bajaj e il finanziamento necessario alla ristrutturazione hanno restituito stabilità al gruppo, consentendo alla divisione corse di andare avanti e di sviluppare anche la nuova 850 cc per il 2027. Ma le difficoltà vissute dall'azienda hanno inevitabilmente accompagnato una fase nella quale anche il progetto MotoGP ha dovuto lavorare con margini molto più stretti rispetto al passato.
KTM ha dunque sistemato il difetto che faceva "rompere" i suoi motori, ma resta con il conto lasciato dai guasti precedenti. Binder lo ha riassunto così: "Dovremo essere bravi con quelli che ci restano". Ora la sfida è evitare che, dopo aver salvato il programma MotoGP dalla crisi aziendale, a finire prima del Mondiale siano i motori.