“Jutta mandava sempre biancheria intima a Michael”: il racconto della moglie di Schumacher Corinna

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La moglie di Michael Schumacher, Corinna, racconta nel nuovo documentario sul pilota tedesco le follie cui arrivavano le sue tifose. Il grande amore resiste al tragico incidente che ha tolto Schumi dalla circolazione: “Il mio cuore corre con lui quando vince. E anche quando perde. Il mio cuore è sempre lì”.

Il prossimo 2 ottobre uscirà su Netflix il nuovo documentario su Michael Schumacher, intitolato "Schumacher '94: The Birth of a Legend", ovvero "la nascita di una leggenda", che si focalizza sulla stagione 1994 di Formula 1, in cui il leggendario pilota tedesco vinse il suo primo titolo mondiale al volante della Benetton di Flavio Briatore, in un'annata segnata dalla tragica morte di Ayrton Senna. Di questo e molto altro si parla nel documentario, con interviste allo stesso Briatore, allo storico manager di Schumi Willi Weber e ovviamente alla moglie di Michael, Corinna.

L'esistenza della famiglia Schumacher è stata sconvolta dall'incidente che il 29 dicembre di 13 anni fa ha posto fine al Michael che conoscevamo, facendolo nascondere da allora agli occhi di tutti e rendendolo il paziente più famoso al mondo di cui non si sa più nulla, se non voci sporadiche su cosa percepisca di quello che accade intorno a lui, su quello che possa o non possa fare. Le uniche cose che aveva detto in passato Corinna, nel precedente documentario su Netflix del 2021, erano che "Michael è qui, è diverso, ma è qui" e che "viviamo insieme a casa, facciamo terapia, facciamo tutto il possibile per far star meglio Michael e per assicurarci che sia a suo agio".

Corinna racconta che sua madre non vedeva di buon occhio la relazione con Michael Schumacher

Oggi la 57enne coetanea di Schumacher non aggiunge altro sulle attuali condizioni del marito, le sue parole scavano invece nel passato, con molte immagini private che restituiscono la dimensione di un amore fortissimo, oggi come ieri. Corinna svela che all'inizio c'era qualche problema a casa con quel pilota lì… "Mia madre era totalmente contraria. Michael era sempre in pista sui go-kart e in pratica buttava sempre fuori gli altri. Mia madre diceva sempre: ‘Guarda quello Schumacher! A casa loro hanno una pista da go-kart dove cacciano chiunque faccia qualcosa di sbagliato, e adesso lui va in giro a buttare fuori la gente!'. Mia madre diceva sempre: ‘Quello Schumacher, quello Schumacher…'".

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Corinna e Michael Schumacher nel 1994, l'anno del primo titolo mondiale con la Benetton

Evidentemente la mamma dovette ricredersi, vista la felicità di quel matrimonio, evocata dalle parole tuttora devote di Corinna: "Il mio cuore corre con lui quando vince. E anche quando perde. Il mio cuore è sempre lì". E ancora: "Dopo le qualifiche per la seconda gara siamo andati nella vasca da bagno dell'hotel e gli ho raccontato le ultime novità (dal paddock, ndr). Quando stai con qualcuno che sei felice di vedere ogni giorno, è una cosa fantastica!".

Il tormento dei ricordi: "Ancora oggi quando ascolto la nostra canzone in macchina, piango da sola"

I ricordi di Corinna Schumacher si affastellano, sempre più toccanti: "Avevamo una panchina su cui ci sedevamo sempre a parlare a quattr'occhi quando c'era qualcosa da chiarire. Se all'inizio io alzavo la voce, lui diventava sempre più calmo e silenzioso". E poi sulla ‘loro canzone', "Rush Rush" di Paula Abdul: "Quella era la nostra canzone all'epoca. Se la ascolto oggi mentre sono in macchina, piango da sola in silenzio".

Curioso il racconto sulle follie cui arrivavano i tifosi e soprattutto le tifose di Schumacher: "Riceveva tantissima biancheria intima per posta. Anche da una ragazza che gli inviava sempre dell'intimo. Si chiamava Jutta. A un certo punto ‘E dai, Jutta!' è diventato il suo modo di dire ricorrente".

Il dramma della morte di Senna, Schumacher voleva ritirarsi dalle corse

Nel documentario, come da titolo, si parla chiaramente molto anche della vicenda sportiva di quel 1994, che avrebbe dovuto essere un duello feroce e spettacolare tra il campione del mondo Senna e l'astro nascente Schumacher. Ma già alla terza gara della stagione, a Imola, il brasiliano perse la vita in un tragico incidente all'età di 34 anni, il giorno dopo che sulla stessa pista era morto l'austriaco Roland Ratzenberger. "Lì abbiamo capito per la prima volta che stava diventando davvero pericoloso", racconta Corinna.

Tra i piloti, dopo l'incidente mortale di Ratzenberger, ci fu una discussione se disputare o meno la gara della domenica. "Avrei preferito che non avessero corso. Anche Michael disse che non si sarebbe dovuto correre. Ma se la decisione è ‘si corre', allora devi correre", spiega oggi la moglie di Schumi.

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Un giovanissimo Schumacher con Ayrton Senna

Dopo la successiva morte di Senna, Schumacher pianse nell'hospitality della Benetton e voleva ritirarsi dalle corse. Lo conferma il suo manager Willi Weber: "Ha pianto sul camper e mi ha detto che stava valutando se correre la gara successiva". Non disse nulla tuttavia a Corinna su quello che lo tormentava: "Non mi disse che non ce la faceva più. Penso che volesse proteggermi".

Quella stagione si concluse col trionfo di Schumacher ad Adelaide, in Australia, in un drammatico e avvelenato finale che vide sia Michael che il suo rivale Damon Hill finire fuori dopo essersi toccati e dunque il tedesco mantenere il punto di vantaggio nella classifica del mondiale piloti (92 punti contro 91). Al riguardo Corinna chiude così il documentario: "Michael quell'anno ha disputato dodici gare, gli altri ne hanno avute a disposizione sedici. Non devo aggiungere altro. E, come sappiamo, il meglio doveva ancora venire". Ovvero un altro titolo con la Benetton e cinque con la Ferrari, per un totale di sette che lo rendono tuttora il pilota più vincente della Formula 1 alla pari con Lewis Hamilton.

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