Una manovra azzardata di Charles Leclerc ha messo subito fuori causa le due Ferrari. Primo giro del Gran Premio di Stiria, in Austria il semaforo verde è scattato da poco e le due Rosse, che partono nelle retrovie dopo qualifiche da incubo, completano il disastro perfetto quando arrivano alla Curva 3 e si rendono protagoniste dell'incidente che le costringerà al ritiro. Decima posizione per il tedesco, addirittura quattordicesima per il monegasco: si spiega anche così il tentativo da parte di entrambe di guadagnare subito lo spazio giusto per risalire la griglia e sperare nell'ennesimo miracolo.

Questa volta non ci sarà anche perché colui che lo aveva reso possibile al primo appuntamento mondiale (il podio di Leclerc) sarà la causa del "botto". Una staccata troppo lunga ha di fatto spinto la macchina sul cordolo all'interno della pista. Impossibile avere il controllo totale della vettura in quel momento e il "dondolio" della monoposto s'è rivelato fatale per Vettel che si trovava in traiettoria.

Scontro inevitabile e troppo forte per evitare danni o, almeno, per contenerli sì da permettere ai meccanici di rimediare. Quelli riportati dalle macchine del Cavallino saranno tali da rendere inutile anche il rientro ai box. Ala rotta per il tedesco, compromessa anche la monoposto del compagno di scuderia che proverà a restare sull'asfalto ma dovrà prendere atto della realtà dei fatti. E, più ancora, dell'incredibile sciocchezza commessa. Lo farà davanti ai microfoni senza cercare alcuna attenuante.

Sono deluso da me stesso – ha ammesso Leclerc nelle interviste in diretta tv, poco dopo il colloquio avuto con Vettel -. Mi dispiace ma essere dispiaciuto non è abbastanza. La colpa non è di Sebastian, lui non ha sbagliato niente. La colpa è solo mia che ero troppo desideroso di guadagnare posizioni già nel primo giro.