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Il racconto raggelante di Capirossi: “Mi esplose un polmone, mi restava un minuto e mezzo di vita”

L’ex pilota della MotoGP Loris Capirossi a distanza di oltre 18 anni ha raccontato cosa successe dopo il terribile incidente a Phillip Island del 2005: “Arrivai in ospedale con una autonomia vitale di un minuto e mezzo. Mi piantarono un tubo tra le costole da sveglio e senza anestesia”
A cura di Michele Mazzeo
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Loris Capirossi oggi, appeso il casco al chiodo, si occupa della sicurezza per i piloti della MotoGP, ma nel 2005 quando correva per la Ducati fu protagonista di un terribile incidente del quale solo ora, a distanza di 18 anni, sono emerse le gravissime conseguenze.

L'allora 32enne difatti, dopo la bruttissima caduta in fondo al rettilineo del circuito di Phillip Island rimediata nelle prime prove libere del GP d'Australia, arrivò in ospedale con un polmone esploso e in fin di vita e fu salvato dalla morte da una canula per il drenaggio impiantagli senza alcun tipo di anestesia.

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A rivelarlo è stato lo stesso Capirex in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. E il racconto di ciò che accadde al pilota bolognese in quella tarda mattinata australiana del 15 ottobre 2005 è da brividi: "Nell’impatto mi esplose un polmone. Sul momento non sembrava una situazione di estrema gravità. Con mia moglie, mio padre e un medico (il dottor Massimo Corbascio della Clinica mobile, ndr) andammo in auto sino all'ospedale più vicino a Philip Island (l'ospedale Cabrini di Melbourne, ndr).

Ci arrivai praticamente morto, con una autonomia vitale di un minuto e mezzo. Mi piantarono un tubo tra le costole da sveglio, senza anestesia e quel momento non lo dimenticherò mai più" ha difatti svelato dopo 17 anni il classe '73 ritiratosi dalla MotoGP al termine del Mondiale 2011 (quello durante il quale in un tragico incidente a Sepang perse la vita Marco Simoncelli).

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E, seppur non decisivo per la sua decisione di smettere di correre, anche l'incidente mortale del SIC lo ha segnato profondamente: "Avevo deciso di ritirarmi già qualche tempo prima, mentre mi trovavo sotto la moto dopo una caduta ad Assen, in Olanda. In quel momento pensai: ‘basta, è ora di finirla'. Lo comunicai a tutti e si trattava di concludere la stagione. Non pensavo di vivere una giornata come quella che portò via Marco, tremenda, bruttissima. Non vedevo l'ora di piantarla davvero" ha difatti aggiunto Loris Capirossi che dopo aver smesso non a caso ha deciso di lavorare per migliorare le condizioni di chi corre nel Motomondiale aumentando la sicurezza e riducendo dunque il rischio che qualcun altro riviva le raggelanti esperienze vissute nella sua lunga carriera da pilota.

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