La querelle sull’accordo ‘segreto’ tra la Ferrari e la Fia in merito alle presunte irregolarità sulla power unit usata dal Cavallino durante il 2019, continua a monopolizzare l’attenzione alla vigilia del GP d’Australia che dovrebbe, restrizioni a causa del Coronavirus permettendo, aprire le danze del campionato Mondiale di Formula 1 2020. A tal proposito anche l’ex numero uno del circus, Bernie Ecclestone, ha voluto dire la sua schierandosi dalla parte di Mercedes, Red Bull, Renault, McLaren, Alpha Tauri, Williams e Racing Point che avevano chiesto chiarezza sui termini di tale patto, minacciando di portare in Tribunale la stessa Fia, ricevendo come risposta una delucidazione su come sia il tipo di accordo che la riservatezza sui termini dello stesso siano previsti dal regolamento vigente.

Accordo ‘segreto’ Ferrari-Fia: l’ultimatum delle squadre ‘ribelli’

Una risposta che non ha soddisfatto i 7 team del fronte “anti-Ferrari” che tra pesanti accuse contro il presidente della Fia, Jean Todt, e ulteriore richieste di chiarimenti hanno proseguito la propria battaglia. Neppure l’intervento del Consiglio Mondiale Fia a sostegno dell’operato di Todt e dei suoi uomini con tanto di ammonizione per le scuderie “ribelli” sembra però aver placato la querelle. Mercedes, Red Bull, Renault, McLaren, Alpha Tauri, Williams e Racing Point, infatti, hanno dato alla Federazione Internazionale un ultimatum di cinque giorni, che scadrà quindi mercoledì 11 marzo, affinché sveli i termini segreti di questa intesa con la casa di Maranello.

Ecclestone sul fronte anti-Ferrari: “Accordo come confessione. I team facciano causa alla Fia”

A gettare benzina sul fuoco è intervenuto anche l’ex patron della Formula 1, Bernie Ecclestone, che ha espresso il suo parere sulla vicenda schierandosi dalla parte dei non motorizzati Ferrari: “I team devono fare causa alla Fia – ha infatti detto a F1-insider l’89enne presidente onorario del circus -. Si tratta di milioni di dollari, che penso abbiano diritto di avere”. Insinuando dubbi sulla correttezza del Cavallino: “Perché se la Ferrari era pulita e innocente ha chiuso un accordo con Jean Todt? Per me sembra proprio una confessione” ha difatti continuato l’ex boss della F1 che ha concluso con un lapidario: “Ai miei tempi era sempre possibile trovare un punto d’incontro tra i team, la Fia e me. Ma ora è troppo tardi”.